«Anche Varese nell’area vasta»

«Il nuovo ente di area vasta che nascerà dall’accorpamento della provincia di Como dovrà avere un rapporto paritetico con la forza della Città metropolitana». Lo ha detto il sottosegretario alla Presidenza della Regione Lombardia con delega all’Attuazione del programma e ai Rapporti istituzionali nazionali, Alessandro Fermi, che ha presieduto i tavoli istituzionali dedicati alle aree vaste di Como (nella foto il suo lago) e Varese, presente anche, fra gli altri, il presidente del Consiglio regionale,Raffaele Cattaneo.

«Il territorio comasco – ha spiegato Fermi – desidera fortemente salvaguardare l’omogeneità del territorio. Ed è per questo che vede nella provincia di Lecco il primo interlocutore. Questo non significa però che non si possa ragionare anche con Varese con cui abbiamo molte caratteristiche in comune: a partire dal fatto che siamo due aree di confine, che abbiamo tanti lavoratori frontalieri, che i rapporti con il Canton Ticino sono all’ordine del giorno e che, anche economicamente, siamo molto simili».

In questo percorso, la totale assenza di indicazioni da parte del Governo (a partire dalle dimensioni che dovranno avere i nuovi Enti) non aiuta certo ad affrontare questo tema: «Anche di quelle che saranno le competenze – ha aggiunto il sottosegretario – non si sa molto. La Delrio traccia alcune indicazioni, ma molti aspetti non sono chiari».

Da questa incertezza dunque, la constatazione che – comunque vadano le fusioni – le nuove aree vaste non potranno essere di serie B rispetto alla Città metropolitana. «Nessuna preclusione» quindi, per il sottosegretario, ad approfondire l’accorpamento con Varese, Lecco e anche Monza «con tutte, con due di esse o anche con una sola» a patto però che non ci sia «uno spezzettamento del territorio che oggi fa parte della provincia di Como».