Anche in Ticino ci sarà il salario minimo

Uno stipendio compreso fra 18,75 franchi l’ora e 19,25, pari a un mensile da 3.372 franchi a 3.462 franchi e cioè poco meno di 3.000 euro al cambio attuale. Il Consiglio di Stato, vale a dire il governo ticinese, ieri ha deciso di stabilire un salario minimo orario lordo differenziato per ramo economico (77 in totale) all’interno della forchetta sopracitata. La nuova legge – il cui salario minimo toccherà circa 10.000 lavoratori – prevede un periodo transitorio di tre anni per l’adeguamento dei salari. I punti principali della nuova legge vedono al primo posto il salario minimo differenziato, ma anche un rafforzamento del ruolo dell’Ufficio cantonale di conciliazione per promuovere la sottoscrizione di nuovi contratti collettivi di lavoro e un sistema di controllo migliore, soprattutto contro la piaga del dumping salariale che ha portato in basso gli stipendi in Ticino.

Il provvedimento giunge dal referendum “Salviamo il lavoro in Ticino!”, approvata dal popolo (con il 54,7 % dei voti) il 14 giugno 2015, che si proponeva di lottare contro il dumping salariale, legato in particolare all’afflusso di manodopera da oltre frontiera. E i 18-19 franchi l’ora vanno, come avevamo anticipato nei mesi scorsi, nella direzione presa da Canton Neuchâtel, in cui si era introdotto il salario minimo di 20 franchi all’ora. Ora la palla passa al Parlamento. Inizierà davvero una nuova era dove, ancora una volta, la Svizzera possa essere da esempio per l’Italia?