Ance e i lavori bloccati: «Non siamo dispettosi, è il bando che è scritto male»

La Prealpina - 22/11/2017

Sorpreso e amareggiato, il sindaco Emanuele Antonelli ha espresso tutta la propria rabbia per aver dovuto bloccare l’avvio dei lavori in via Lonate a causa di un’istanza dell’Ance (l’associazione dei costruttori varesini) sul bando di assegnazione del cantiere.

«Ma in verità ad essere stupiti della reazione del sindaco, siamo noi», controbatte Juri Franzosi, direttore di Ance. «Il nostro non è un dispetto, non ce l’abbiamo con nessuno. Si tratta solo di garantire l’autonomia di ogni ente e far bene il proprio lavoro per il bene della categoria. Nello specifico, qui esiste un ufficio che lavora con tutte le stazioni appaltanti, chiede informazioni e poi segnala presunte illegittimità. È avvenuto stavolta con Agesp ed è la stessa cosa che facciamo con tutti se riteniamo che si debba intervenire». Nello specifico la gara predisposta per il rifacimento completo della strada, sarebbe viziata da anomalie che lui sintetizza così: «Da un lato è stata fatta confusione nella definizione dei criteri di punteggio, con priorità contraddittorie da una pagina all’altra. Dall’altro riteniamo errata l’indicazione delle cosiddette migliorie tecniche che il partecipante propone per offrire vantaggi ulteriori all’ente che fa la gara».

Così l’associazione non ci sta a passare per quella che mette il bastone fra le ruote ai Comuni, tanto meno ai propri associati che sopravvivono proprio grazie agli appalti: «Il nostro atteggiamento non è spingere verso il contenzioso – prosegue Franzosi – però crediamo che le imprese vadano tutelate non solo economicamente ma anche legalmente. Per cui, se ravvisiamo bandi in difetto, non facciamo che il nostro mestiere avanzando perplessità. Sulla vicenda di via Lonate, visto che alle prime prove di dialogo ci è stato risposto che ritenevano di aver fatto tutto correttamente, non è rimasto che sottoporre un quesito all’Anac, l’Autorità anticorruzione che sorveglia l’applicazione del codice degli appalti». Non solo: «Questa iniziativa non preclude la possibilità al sindaco, se ritiene di aver lavorato bene, di procedere. Certo se invece i nostri dubbi fossero fondati, poi l’ente pubblico presterebbe il fianco al rischio di contenzioso con le aziende che non si sono aggiudicate la gara» . E in ogni caso, rimarca il direttore, «si sappia che noi abbiamo avvisato la ditta vincitrice. Il titolare ci ha dato l’input a procedere proprio per verificare il tutto, comprendendo che i bandi nel settore fanno giurisprudenza e, se sta volta potrebbe essere lui a trarre vantaggio da un errore, in futuro potrebbe esserne vittima». E comunque «Antonelli non dica che gli facciamo perdere tempo, sarebbe bastato essere più ragionevoli nella fase di sviluppo del bando, visto che avevamo già sollevato obiezioni». Il punto, per Ance, è uno solo: «Ciascuno si deve prendere le sue responsabilità. Lo ripeto: se a Busto sono certi di essere nel giusto, perché hanno bloccato l’iter?». Sia come sia, a metà dicembre Anac svelerà chi ha ragione.