Amsc pagherà un milione

Nella causa civile legata all’azione di responsabilità intentata da Amsc sotto la giunta Guenzani ai suoi 23 suoi ex amministratori, che si sono avvicendati nel Cda nel periodo compreso tra il 2003 e il 2011, perdono in due. Perde, non c’è dubbio, il suo ex presidente Gioacchino Caianiello; ma perde, se guardiamo all’entità dell’esborso economico che l’attende, anche l’azienda partecipata gallaratese che ha promosso la causa. Che cosa dice la sentenza del tribunale civile di Milano (presidente Elena Riva Crugnola con giudice estensore Daniela Marconi)? Che Caianiello è stato condannato a restituire 135mila euro di danno patrimoniale e di immagine all’Azienda Multiservizi Comunali Spa, cui dovrà inoltre versare le spese sostenute per la causa. La stessa sentenza dice al tempo stesso che la partecipata (al 99%) del Comune di Gallarate dovrà però pagare le spese processuali sostenute dagli altri 22 ex amministratori chiamati indebitamente – ora lo si può affermare – a processo. In altre parole, dovrà pagare le parcelle agli avvocati dei convenuti per più di 925mila euro. Una cifra che, alla luce delle rivalutazioni per le spese generali e gli oneri di legge, è destinata a superare il milione di euro. Lo studio legale di Amsc aveva quantificato in 26 milioni di euro i danni subiti dalla presunta mala gestio riconducibili, tra le altre cose, all’inosservanza delle norme che imponevano l’adozione delle procedure di evidenza pubblica nell’affidamento degli appalti del Consorzio Seprium; all’adozione di moduli contrattuali non rispondenti all’interesse della società nella gestione del servizio idrico del Comune di Sesto Calende; all’ingiustificata lievitazione dei costi di realizzazione dell’impianto di distribuzione del gas metano e dell’impianto fotovoltaico del Comune di Gallarate, nonché dei costi dei lavori di manutenzione dell’impianto polisportivo di Moriggia; alla conclusione di un oneroso contratto di gestione dell’impianto sportivo del Comune di Saltrio senza adeguata ponderazione della convenienza del canone pattuito; e all’indebito pagamento di compensi al convenuto Caianiello all’epoca in cui aveva rivestito la carica di presidente del consiglio di amministrazione di Amsc e successivamente, quando, aveva fatto in modo di farsi illegittimamente nominare direttore generale. Il Tribunale civile di Milano ha giudicato provata, in parte, solo quest’ultima contestazione. Nel dettaglio Caianiello è stato giudicato responsabile di aver continuato a percepire per tre anni (dal 2007 al 2010) un compenso aggiuntivo «per le particolari cariche di cui era investito» di 35mila euro senza averne titolo. Se è vero che una delibera del 2006 lo aveva stabilito, con l’avvento del nuovo Cda di Asmc il compenso aggiuntivo sarebbe dovuto essere rivotato. Ma non è stato fatto. Di qui la condanna a risarcire ad Asmc 105 mila euro di tasca propria. Quanto al danno di immagine arrecato all’azienda (30 mila euro) e alle spese processuali (12 mila euro), che gravano in capo all’ex politico di Forza Italia, saranno invece coperti dall’assicurazione Aig Europe Limited Sa che copriva Caianiello (e anche gli altri amministratori) nell’esercizio delle funzioni in nome e per conto della partecipata gallaratese. Escono immacolati dal processo, tra gli altri, gli ex direttori generali Ermanno Fornara e Guido Gioli; l’ex assessore gallaratese Fiora Cappa; i leghisti Silvio Faresin e Luciano Pedroni; l’ex assessore regionale di Forza Italia-Pdl Massimo Buscemi; e l’ex presidente di Prealpi Servizi Antonio Colombo. E non finisce qui. Sull’intera vicenda ora potrebbero accendersi i riflettori della Corte dei Conti della Lombardia

Salta il dividendo per il Comune

Una nuova tegola da un milione di euro sui già precari conti di Amsc: rischia concretamente di saltare il dividendo da versare al Comune di Gallarate per finanziare il piano delle opere pubbliche. «La prima preoccupazione da amministratore è per la questione economica di Amsc», ammette il vicesindaco e delegato alle società partecipate Moreno Carù, che come il sindaco Andrea Cassani ieri ha dato lettura alla sentenza del Tribunale di Milano sull’azione di responsabilità intentata da Amsc nel 2013 nei confronti dei suoi ex amministratori. «Nei prossimi giorni – le prime parole di Carù dopo che a palazzo è pervenuta copia della sentenza – ci confronteremo come giunta e con il management di Amsc perché le preoccupazioni oggi, da amministratori, riguardano innanzitutto la questione economica dell’azienda, che dovrà dare fondo a tutta quella che è la sua esposizione bancaria, perché come sappiamo le sentenze di primo grado sono provvisoriamente esecutive, e poi i risvolti che comporterà questo pagamento superiore al milione di euro che Amsc è tenuto a fare». Appare ormai scontato che a fronte di questo salasso il Comune, in qualità socio di Amsc, non potrà chiedere il versamento del dividendo per il 2019 – si ipotizzava un milione di euro – grazie al quale la giunta aveva programmato di mettere a bilancio una serie di investimenti, come la sistemazione della biblioteca e l’area feste. «Per il momento i commenti politici li rimando – si limita a riferire il vicesindaco Moreno Carù – però è chiaro ed evidente a tutti che cosa siano costate queste azioni di responsabilità alla comunità gallaratese. I contenuti li valuteremo, ma gli effetti sono che i cittadini di Gallarate dovranno caricarsi di un milione e mezzo di euro per delle cause praticamente infondate». Un fatto che «amareggia e fa incazzare» il numero due della giunta di palazzo Borghi, «perché la sentenza va ottemperata e le scelte amministrative basate sulla positività, dopo tre anni di risparmi, non potranno aver seguito».