Amsc, conti a rischio Il buco è nell’acqua

La Prealpina - 05/04/2018

Una boccata d’ossigeno lunga 120 giorni. Per tenere in vita Amsc e poterla – sempre che si riesca – rilanciare aprendosi alle collaborazioni con i privati (a esempio, il project financing sulla piscina) e ai nuovi mercati (l’illuminazione pubblica). Ma prima è appunto necessario non andare a gambe all’aria: praticamente una certezza se il consiglio di amministrazione dell’azienda avesse approvato, entro il 31 marzo, cioè nel termine di legge, il bilancio consuntivo 2017 inserendo una svalutazione delle reti idriche pari a circa 7 milioni. Altro che il buco di 4 milioni dello scorso anno. In via Aleardi sarebbe stato difficile correre ai ripari. Così, approfittando della possibilità offerta dalla normativa in materia e replicando la medesima strategia adottata lo scorso anno per altri motivi (un ritardo eccessivo nella stesura del documento contabile), la scelta è quella di prevenire il male rinviando di tre mesi la deliberazione. E sperando che da Palazzo Lombardia a breve giungano notizie confortanti in tema di acqua.

Perché è in Regione che si gioca la partita decisiva di Amsc. Dopo che per una quindicina d’anni si è susseguita nei suoi bilanci la valutazione del reticolato per la distribuzione idrica con la ragguardevole cifra di 12 milioni. Valore che però l’Ato (Ambito territoriale ottimale) non riconosce e, secondo una pec inviata qualche settimana fa all’azienda, abbassa a circa 5 milioni. Se non addirittura a 4 e mezzo. Ciò significa che al momento dell’obbligatoria e ormai imminente cessione dei tubi ad Alfa srl, la società di gestione del servizio incaricata dallo stesso organismo provinciale, nelle casse dell’ex municipalizzata entrerebbe meno della metà di quanto contabilizzato. Un problema. O meglio: un enorme problema sotto il profilo finanziario. Non a caso l’indicazione della mail viene contestata. Nonostante, secondo quanto filtra dalla sede di Madonna in Campagna, ci sarebbe la copertura patrimoniale per parare il colpo.

Tuttavia è necessaria maggiore sicurezza. Poiché una rappresentazione non veritiera del valore del reticolo di tubature di proprietà di Amsc non può finire in un bilancio. E una forbice così ampia tra chi deve vendere e chi deve acquistare rende entrambe le valutazioni poco reali. Di qui il coinvolgimento di Palazzo Lombardia chiamato a decidere quale sia la vera cifra dell’operazione.

Del resto, l’Ato risponde all’amministrazione regionale. E in questi giorni sono appunto in programma diversi incontri dello specifico tavolo a tre: Regione, Ambito ottimale e Amsc. Con quest’ultima, pur consapevole dell’impossibilità di arrivare a 12 milioni, che spera di strappare il più possibile.