Amsc, c’è l’Iva arretrataDebito da 160mila euro

 

Quando in via Aleardi hanno aperto la busta appena consegnata dal postino hanno pure strabuzzato gli occhi e sono rimasti a bocca aperta. Inevitabile: l’Agenzia delle entrate tramite la famigerata Equitalia chiede ad Amsc la bellezza di 160mila euro. Così, sull’unghia. E, per non lasciare nulla di intentato nel recupero, la medesima cartella esattoriale è stata notificata anche alla Seprio Real Estate che è in liquidazione e fa parte della galassia della multiservizi. Superata la sorpresa di vedersi chiedere il saldo di un imponibile che mai ci si aspetterebbe, soprattutto in un’azienda a proprietà pubblica, ecco che il consiglio di amministrazione presieduto da Roberto Campari ha avviato l’analisi dell’ennesimo problema spuntato dal nulla e da risolvere velocemente. Un guaio, questo, che derivererebbe – pare – da una dimenticanza nella compilazione di una denuncia fiscale all’epoca della presidenza di Sergio Praderio. E che è avviato a una soluzione previa incarico a un fiscalista capace di mettere le cose a posto. Con il peso imprevisto di un onorario professionale da pagare che, per quanto possa costare qualche migliaia di euro, è sicuramente più leggero della richiesta delle Entrate.

La cartella è stata consegnata all’ex municipalizzata alla fine dello scorso novembre. Ma soltanto ieri se ne è avuta notizia.

In pratica Equitalia reclama i 130mila euro di Iva 2012, più 30mila di interessi, relativi all’assorbimento della controllata Impianti & Servizi da parte di Amsc. Un’operazione fondamentale nel riordino societario eseguito da Praderio all’inizio del quinquennio di amministrazione comunale di centrosinistra. Nello specifico dell’acquisizione si poteva non pagare il relativo dazio grazie a un credito di imposta per il quale non era necessario presentare le consuete garanzie fidejussorie, a patto però di allegare una dichiarazione che certificasse l’esonero da questo tipo di accantonamento. Ma se nel 2012 in merito all’imposta 2011 questo allegato è stato aggiunto, nel 2013 per l’esercizio 2012 la particolare certificazione non è stata aggiunta all’incartamento inviato all’Agenzia delle entrate. Un banale errore dall’alto prezzo.

Sta di fatto che l’attuale cda si trova a dover giustificare a posteriori il diritto dell’azienda a evitare di presentare fidejussioni su quel vecchio credito d’imposta. Per questo serve un buon fiscalista al quale mettere in mano i documenti e dal quale avere il prima possibile la soluzione. E questa linea d’azione è il risultato di un mese e mezzo, fatta salva l’interruzione per le festività natalizie, trascorso a capire se Amsc avesse dovuto pagare i 160mila euro pretesi dalla cartella esattoriale oppure dovesse fare ricorso. È stata scelta la seconda strada. Mentre per quanto riguarda Seprio Real Estate, verso la quale l’identica notificazione in parallelo appare quasi una forzatura, il problema non dovrebbe nemmeno porsi appunto perché si trova in liquidazione.

Nel frattempo, allo scopo di informare gli azionisti della situazione, una volta individuata una via d’uscita, è stata convocata l’assemblea dei soci di Amsc. Ovvero, i Comuni di Gallarate, Somma Lombardo, Cadrezzate e Vergiate. L’appuntamento è fissato per venerdì prossimo in via Aleardi.

Sempre sul fronte della multiservizi e di quanto accaduto durante la gestione di centrosinistra, il Comune con una determinazione del dirigente del settore Finanze mercoledì scorso ha assegnato l’incarico professionale finalizzato ad avere un parere pro veritate sulle azioni di responsabilità milionarie in corso. Quella su Amsc e quella su Seprio Real Estate per il periodo 2001-2011. A esprimersi sull’opportunità di proseguire in giudizio oppure fermarsi saranno lo studio dell’avvocato Carlo Cerami e il professor Giovanni Strampelli di Milano per un compenso di 36mila euro, Iva compresa, a carico di Palazzo Borghi.