Amma mette le basi a Busto

La Prealpina - 13/07/2016

Sta cercando il posto giusto Mata Amritanandamayi, meglio nota come Amma, la «santa degli abbracci» che gira il mondo stringendo a sé milioni di persone e lanciando progetti benefici. In Italia un centro per la comunità di volontari che sostengono la missione di Amma non c’è. C’è solo la tre giorni che viene svolta ogni anno proprio a MalpensaFiere (e che si ripeterà dal 12 al 14 novembre prossimi) e c’è una rete di persone che lavora per dare un seguito a questa esperienza. Fra loro, un riferimento territoriale è l’architetto Gianni Leoncini, che da tempo sta proponendo di installare qui il quartier generale dell’associazione.

Ecco perché ieri, approfittando della conferenza serale al Pime di Milano del portavoce Brahmachari Shubamrita Chaitanya, alle Robinie sono arrivati i vertici della sezione italiana: la presidente Patrizia Mercuri, la sua vice Marina Ghezzi e la coordinatrice pr Michela Muratori. Le quali in mattinata sono state a trovare il sindaco Emanuele Antonelli, per allacciare con lui la stessa produttiva collaborazione avuta col predecessore Gigi Farioli. D’altronde il fine dell’incontro era duplicemente virtuoso: capire che esigenze sociali ci siano nella zona per mettersi a disposizione e intrecciare un legame che possa far sorgere qualcosa di più, di cui si parla da mesi.

«Busto è una città di accoglienza e di carità – spiega Br. Shubamrita – e la sua gente è alla ricerca della pace interiore portando aiuto al prossimo. Stiamo conoscendo il territorio per coglierne le opportunità». La qual cosa, se le condizioni lo permetteranno, significa realizzare in zona la base logistica di una macchina corposa e complessa. Un passo, in realtà, Amma e il suo staff lo hanno già fatto con una donazione al Comune effettuata l’anno scorso per i lavori sociali. «Sappiamo che la crisi è stata forte e tante persone sono rimaste disoccupate», insiste il monaco. «Visto che esisteva una realtà con un cuore grande e aperto, ci è sembrato giusto lasciare un segno». Ma, appunto, il gesto non vuol essere unico: «Amma gira il mondo, io cerco di capire quali siano i bisogni dei luoghi in cui si presenta. Perché l’altra volta abbiamo cercato di sostenere chi deve soddisfare le necessità primarie delle proprie famiglie, ma le propspettive potrebbero essere altre e dare vita a un lavoro produttivo».

D’altronde, come aggiunge Leoncini, qui «le difficoltà non mancano, abbiamo l’emarginazione e tanti senzatetto, il mondo del sociale ha tanto bisogno di aiuto».

Per riuscire nell’impresa, dunque, si parte da un abbraccio «che possa ridare un po’ di pace e serenità in questo mondo di strees quotidiani – spiega ancora il monaco indiano – e l’ampio gruppo di volontari che lavora su Milano e dintorni è chiaramente un elemento di cui tenere grande considerazione nello sviluppo delle nuove sfide». Ma, essendo la missione complessa e a rischio sempre di chi cerca di approfittarsene, prudenza è la parola d’ordine: «L’analisi delle situazioni è approfondita in modo che ogni sforzo possa andare a buon fine, giungere a chi serve davvero». E il sondaggio, su Busto, va avanti. Con buone probabilità di essere la prescelta.