Amazon prende casa qui Centro logistico a Origgio

Il colosso Usa del commercio elettronico mette radici anche in provincia di Varese. Lo fa aprendo il suo secondo deposito di smistamento in Lombardia (dopo quello nel quartiere Porto di Mare, a Milano città), il terzo sull’intero territorio nazionale. Dove? In un capannone di oltre 8 mila metri quadrati nella periferia industriale di Origgio, in prossimità dell’uscita autostradale di Uboldo sull’A8 Milano-Como. Ieri, l’apertura ufficiale della struttura che – a detta dei vertici di Amazon Italia -, «permetterà di incrementare la capacità e la flessibilità delle sue attività in tutta la Lombardia», andando incontro «alla richiesta di un servizio di consegna di qualità da parte di un crescente numero di consumatori». Attraverso i centri di smistamento gestiti direttamente dal proprio settore logistica, la multinazionale dell’e-commerce sarà così in grado «di potenziare la capacità e la flessibilità della rete di consegna, permettendo inoltre ai corrieri locali e regionali di consegnare gli ordini effettuati dai clienti sei giorni a settimana». Tanto più che la scorsa estate Amazon ha siglato accordi con Unes e Naturasì per la consegna rapida (in un’ora) a domicilio di prodotti freschi tra Milano e l’hinterland milanese.

«La crescita delle attività di Amazon in Lombardia testimonia quanto velocemente il nostro mercato si stia espandendo in Italia», ha dichiaratoPhilippe Hemard, vice presidente europeo di Amazon Logistics. D’altronde, con il lancio di PrimeNow, il servizio di delivery in un’ora, partito a novembre a Milano (e in 46 comuni della città metropolitana di Milano) e che sarà esteso anche in altre città (Varese, inclusa), sta cambiando l’assetto distributivo del più grande supermercato online del mondo, Italia inclusa. Perché le consegne in giornata e quelle entro un’ora di Amazon sono possibili solo se si possiedono magazzini molto efficienti, automatizzati e vicino ai clienti. Di qui la scelta di trovare hub e centri di smistamento vicini alle grandi arterie autostradali. Come quello di Origgio. Una considerazione è d’obbligo: quelle multinazionali della rete, spesso straniere, che un tempo erano additate come campioni di elusioni fiscale, concorrenti sleali dei negozi fisici, hanno deciso di mettere radici, di investire in nuovi magazzini e di assumere personale.

«Ho saputo che diverse decine di giovani di Origgio e della zona sono state chiamate per lavorare con Amazon. Se attività come queste regalano una ricaduta occupazionale sul territorio in cui si vanno a insediare non posso che esserne contento. Anche perché così si dà respiro ai nostri giovani», ha commentato il sindaco di Origgio Mario Angelo Ceriani. Per poi chiarire: «La presenza del mega capannone nella nostra periferia industriale e in prossimità dell’autostrada fa sì che le arterie cittadine saranno preservate dall’inevitabile movimentazione dei mezzi da e per il centro di smistamento Amazon».