AlpTransit, vietato perdere il treno

La Prealpina - 07/06/2017

C’è un treno che la provincia di Varese non può permettersi di perdere. E’ quello che corre sui binari dell’AlpTransit e che, nello specifico, dovrebbe collegare il Gottardo – il tunnel più lungo del mondo – all’aeroporto di Malpensa. Un connubio intermodale che , se realizzato, farebbe del Varesotto un perno infrastrutturale strategico. Se non fosse realizzato , invece, il territorio si troverebbe con una perdita, in termini di sviluppo economico, pari a circa 500 milioni di euro.

I numeri sono di uno studio specifico dell’Università Bocconi, mentre l’appello per la realizzazione dell’infrastruttura – che assomiglia per la verità, più a un serio richiamo – è del presidente dell’Unione Industriali della provincia di varese, Riccardo Comerio. «Agganciare il nostro territorio alle principali tratte infrastrutturali internazionali deve essere la priorità della politica economica locale. È una questione di strategie di sviluppo. Il Varesotto ha un’opportunità storica: quella di diventare un perno fondamentale nella tratta che da Anversa e Rotterdam arriverà a Genova, quando i lavori dell’AlpTransit verranno terminati – spiega il numero uno degli industriali varesini – Il nostro territorio ha tutte le carte in regola per cogliere questa occasione. La presenza di importanti operatori del trasporto intermodale, così come la stessa Malpensa rappresentano carte che poche altre aree in Europa possono giocare. Ciò dovrebbe bastare per fare del collegamento italiano tra il tunnel del Gottardo e Malpensa la priorità di qualsiasi lungimirante politica di sviluppo economico».

Che il trasporto su rotaia sia il futuro della logistica industriale è già testimoniato dai numeri. Sempre secondo i dati elaborati dall’Università Bocconi, la quota di mercato del trasporto ferroviario sul totale dei traffici transalpini via Svizzera è passata dal 62,6% del 2010 al 71,2% del primo semestre 2016. E si prevede una notevole crescita del traffico combinato. Non basta. L’incremento medio da qui al 2030 è previsto nella misura del 3,8% all’anno. Se non ci fosse un adeguamento infrastrutturale alle esigenze del mercato, l’impatto economico negativo sarebbe pari a mezzo miliardo di euro.

«Su questa partita ci giochiamo una fetta considerevole del nostro futuro – continua il presidente Comerio – Non è solo una questione di indotto del settore dei trasporti, con conseguenti posti di lavoro. Non è solo una questione di non perdere quote importanti di spedizioni, che, secondo le stime degli esperti, sempre di più faranno perno su questa tratta e sulla capacità dei territori di gestire il traffico combinato treno-camion. Ciò che deve far pendere il pendolo delle priorità delle istituzioni sul tema Gottardo-AlpTransit e sull’adeguamento delle infrastrutture italiane deve essere anche la capacità di guardare oltre e vedere in questo potenziamento anche opportunità di attrarre nuovi investimenti. C’è tutta una programmazione che può essere messa in piedi a vantaggio delle attività economiche del territorio. È su queste sfide che si giocano le potenzialità future di crescita economica e di benessere diffuso del Varesotto. Su queste più che su altre».

Del resto, anche gli altri Paesi si stanno muovendo proprio sul fronte dei trasporti. «Basti guardare alla politica di sviluppo della Cina – spiega Riccardo Comerio – che nei prossimi anni vuol far leva proprio sulla realizzazione di una nuova via della seta. Agganciare il Varesotto al nuovo tunnel del Gottardo e all’AlpTransit, ecco la nostra nuova via della seta. È un’opportunità che dobbiamo semplicemente cogliere».