AlpTransit si avvicina, Luino in allerta

La Prealpina - 19/11/2016

LUINO L’11 dicembre i primi treni regolari attraverseranno il tunnel ferroviario più lungo del mondo, la galleria di base del Gottardo, traforo principale del progetto svizzero AlpTransit (57 km di lunghezza da Ersfeld a Bodio e oltre 152 km di gallerie accessorie) e snodo centrale del Corridoio dei due mari Rotterdam-Genova. Questa colossale opera vede nell’area del Verbano, del Luinese, un asse fondamentale, soprattutto per il traffico merci. E da diversi anni il sindaco Andrea Pellicini ha mostrato il suo interesse per questo dossier che, tuttavia, rimane di competenza federale per la Svizzera e statale per l’Italia (e di cui palerà oggi alle 11.15 in un incontro a Villa Hussy con il giornalista Ezio Motterle). Il timore del primo cittadino è che le merci abbiano il sopravvento sui passeggeri, che il traffico di container in qualche modo superi quello di persone desiderose di raggiungere la cittadina del Verbano e da lì proseguire per la Svizzera interna. Una sorta di mantra che il sindaco non smette di ripetere, volendo salvaguardare l’utenza non solo locale ma internazionale. Battaglie che hanno un senso anche perché ogni volta che si parla di questo collegamento si citano raramente i benefici per i viaggiatori, ma si privilegiano le riflessioni sull’anello che collega i porti liguri al nord Europa. Si sa ancora poco, ad esempio, del passaggio a livello che dovrebbe essere eliminato a Luino e che rischierebbe di essere sempre abbassato con l’intenso passaggio merci.

Anche sul fronte della navigazione Luino può e deve svolgere un ruolo centrale all’interno di un mutamento degli scenari, con lo scadere della convenzione tra i due Paesi, come registrato alcune settimane fa dal Consiglio federale svizzero. Non è un caso che il ministro italiano Graziano Delrio lo scorso 15 novembre, incontrando la sua omologa svizzera Doris Leuthard, abbia precisato che per la navigazione sul lago Maggiore saranno stanziati altri soldi. La possibilità che gli svizzeri stiano studiando servizi a bassa densità che non facciano concorrenza a quelli offerti dall’Italia, nel rispetto della convenzione, è reale. Nel contempo c’è allo studio un adeguamento dell’offerta turistica tramite un gruppo di lavoro misto che sta operando per rendere più attrattivo viaggiare via lago, con la volontà di offrire “corse diverse” per migliorare l’utilizzo dei battelli. Avere porti capienti e imbarcadero ristrutturati è certo un inizio, ma non basta considerando peraltro che anche la sponda piemontese cerca sinergie con il Ticino sfruttando il rinnovo della convenzione. Un treno da prendere, un battello da non perdere per Luino.