Alptransit, da oggi si viaggia

Tutto pronto al San Gottardo per l’apertura del tunnel ferroviario più lungo al mondo. Situato a qualche decina di chilometri dal confine del Varesotto, Alptransit sarà infatti inaugurato oggi, alla presenza dei tre capi di Governo dei principali Paese confinanti con la Svizzera: Matteo Renzi, Angela Merkel e François Hollande. Con loro sono attese per l’occasione tra le 50 e le 110mila persone.

L’opera è di portata storica perché, con i suoi 57,1 chilometri, quella del Gottardo segna un record: la galleria ferroviaria più lunga al mondo, superando quella giapponese di Seikan che si ferma a 53,9 km. E il primato è doppio se si pensa che, in termini di profondità, si viaggerà puntando verso il centro della Terra e precisamente, nel punto più basso si toccheranno i 2.300 metri sotto il livello del terreno.

All’evento saranno presenti i rappresentanti del Consiglio federale svizzero e i ministri dei trasporti dei Paesi situati lungo la tratta del corridoio merci Rotterdam-Genova. I primi a transitare attraverso la galleria saranno 1000 rappresentanti della popolazione svizzera. La cerimonia di apertura avrà luogo su entrambi i portali sia a sud che a nord della galleria, in prossimità di Erstfeld/Rynächt e Pollegio.

Chiaramente si tratta di un’infrastruttura fondamentale anche per l’Italia e il territorio prealpino che, con la prossima apertura (si spera) dell’Arcisate-Stabio prevista per l’inizio del 2018 e con la sistemazione della Gallarate-Luino-Bellinzona, si accorcerebbero di molto i tempi di percorrenza per passeggeri e merci fra sud e nord delle Alpi.

Costato 21,5 miliardi, in Svizzera è ovviamente considerata come l’opera che segna il secolo, orgoglio e vanto di tutta la Confederazione: 17 anni per realizzarla coinvolgendo operai, tecnici e imprese di 15 Paesi.

Il tunnel inoltre è un investimento importante in termini ambientali perché, come hanno più volte ricordato le autorità elvetiche, si prefigge di togliere dalla strada una buona quota di traffico merci a favore della rotaia. In altre parole migliorerebbe anche l’aria e la viabilità delle zone a ridosso dell’unica autostrada ticinese, perennemente intasata. Anche in tal senso Alptransit è fondamentale in termini economici perché, sempre secondo gli osservatori, aprirà nuove opportunità per i porti italiani, specialmente Genova, e tutta la catena della logistica, consentendo all’Italia la possibilità di affermarsi come la nuova porta logistica d’Europa.

Ne è passato di tempo da quando, era il 1882, il primo treno transitò attraverso il traforo del Gottardo e da allora, la “porta” alpina ha continuato a esercitare tutto il suo fascino per la Svizzera. Una volta a regime la galleria permetterà il passaggio di 260 treni merci e di 65 treni passeggeri al giorno, con tempi di percorrenza che si accorceranno notevolmente, a beneficio di tutta la filiera logistica. Da Milano sarà possibile raggiungere Zurigo in 3 ore, mentre oggi, come minimo ci si impiegano 60 minuti in più.

E l’Italia rischia il ritardo

 

Alptransit potrebbe dare notevoli vantaggi anche al Varesotto e al nord Italia. Sempre che, anche da questa parte del confine, si portino avanti le infrastrutture necessarie a non creare un “effetto tappo”. Si tratta di lavori che, rispetto al prodigio di aver realizzato i 57 chilometri di tunnel sotto le Alpi, appaiono come uno scherzo. Di mezzo però vi è la lentezza tricolore tanto che, per “oliare” il meccanismo, il governo svizzero ha staccato un assegno di 120 milioni per adeguare la linea verso Luino-Gallarate-Novara.

Sulla questione ieri Legambiente è uscita con un comunicato duro, chiedendo alla Regione di modificare radicalmente le proprie progettazioni in materia di trasporti delle merci: «Il modello svizzero ci parla di un Paese che mette su ferro gran parte dei flussi di merci che lo interessano – spiega Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia –. La Lombardia non può essere da meno. La Regione smetta di dilapidare risorse per nuove autostrade e dia priorità agli strumenti e alle infrastrutture necessarie a rendere competitiva la logistica ferroviaria, rispetto a quella esclusivamente stradale». E ancora: «Mentre gli svizzeri lavoravano al collegamento tra la Lombardia e una delle zone più produttive d’Europa, la valle del Reno, noi eravamo distratti a costruire strade inutili come la Brebemi o la Pedemontana, tralasciando di occuparci di aspetti veramente strategici come la realizzazione dei raccordi ferroviari e dei servizi logistici attorno all’area metropolitana milanese – sottolinea Dario Balotta, responsabile Trasporti di Legambiente Lombardia –. Ora ci troviamo impreparati a ricevere l’impatto sulla nostra rete ferroviaria della valanga di merci che lo attraverseranno e che, invece di proseguire il loro viaggio su ferro, finiranno per riversarsi su centinaia di migliaia di Tir, aggravando il quadro di inquinamento della Pianura Padana».

Di parere opposto l’ad di Rfi, Maurizio Gentile che, nell’audizione di ieri alla Commissione Trasporti della Camera ha affermato: «Non siamo in ritardo sul Gottardo. I lavori saranno completati nel 2020 insieme agli svizzeri». L’ad di Rfi ha spiegato che le operazioni «vanno avanti di comune accordo e seguendo un piano molto dettagliato» e sottolineato che «il lato Germania non è puntuale come noi».