Alpina può andare in rampa

La Prealpina - 04/10/2017

Si complica terribilmente la strategia varata dai sindacati per tenere fuori dal settore handling di Malpensa le cooperative, additate come lo strumento idoneo per abbattere il costo del lavoro, scavalcare diritti acquisiti e moltiplicare il precariato in aeroporto. Dopo la sentenza del Tar dello scorso 25 settembre, anche il Consiglio di Stato, a cui era ricorsa Sea per una sospensione d’urgenza dell’autorizzazione a operare concessa da Enac ad Alpina, ha dato esito negativo. I giudici amministrativi di secondo grado non si sono dunque ancora espressi nel merito, ma in attesa di mettere la testa nelle carte hanno dato il via libera in piazzale alla cooperativa che da due anni sta tentando in ogni modo di entrare a Malpensa per gestire in subappalto, per conto di Ags, i servizi a terra della low cost Ryanair.

La notizia, diffusa ieri, ha scatenato la dura reazione dei sindacati che in una nota scrivono: «Evidentemente la tensione sociale sugli scali, il rischio per l’incolumità dei dipendenti Ags/Alpina dove non si rispetta la safety e la sicurezza del volo, non sono elementi sufficienti perché lo Stato intervenga. A questo punto, visto il comportamento della direzione aeroportuale Enac di Malpensa che prima si impegna a non concedere nuovi subappalti e poi autorizza Alpina, dell’Ispettorato del lavoro territoriale che non procede al sopralluogo richiesto dalle organizzazioni sindacali per smascherare l’utilizzo di personale Alpina da parte di Ags durante la sospensiva, della prefettura che ignora gli allarmi lanciati dal sindacato e la situazione di complessivo disfacimento degli aeroporti italiani, ci chiediamo: a cosa serve un ente di controllo che non controlla?».

Da notare che il comunicato, firmato dalle segreterie regionali di Filt Cgil, Fit Cisl, Uil Trasporti, Ugl e Flai, non è stato sottoscritto dalle sigle di base (Usb e Cub), segno evidente di come la doppia e inaspettata sconfitta stia mettendo a dura prova anche la tenuta della strategia difensiva varata in modo unitario dai rappresentanti dei lavoratori. La partita, però non è ancora finita. E i sindacati, che lo scorso primo agosto bloccarono l’aeroporto a dimostrazione che sono pronti a tutto per evitare l’invasione delle cooperative così come già avvenuto alla Cargo city (e gli effetti sono sotto gli occhi di tutti), non si arrendono: «La nostra mobilitazione non si ferma. Non resteremo inermi ad assistere alla distruzione di un sistema aeroportuale, mentre chi dovrebbe controllare si gira dall’altra parte. Nei prossimi giorni si svolgerà una grande manifestazione, sarà attivata una procedura per un pacchetto di trentasei ore di sciopero dell’intero sistema aeroportuale lombardo (handling, catering, compagnie Aeree, controllori del volo), senza escludere la rottura delle relazioni industriali con tutte le aziende. Invitiamo tutti i lavoratori a rendersi disponibili anche oltre l’orario di lavoro: questa è una battaglia di diritti nella quale siamo soli, che va condotta con unità e compattezza».