Alla riscoperta dell’OlonaA piedi nudi nella sorgente

La Prealpina - 26/04/2016

Per decenni il suo silenzioso percorso è stato sotto terra, quasi invisibile. Ma a ridare dignità alla sorgente dell’Olona al Villaggio Cagnola, in frazione Rasa, ci ha pensato un maxi progetto che è proseguito altrettanto silenzioso per un paio d’anni, con una minuziosa pianificazione, per poi entrare nel vicino nel luglio scorso. Ora i lavori sono quasi ultimati e già dalla Provinciale che costeggia il parco è possibile vedere l’imponente opera. Ma quello che non si vede dalla strada asfaltata è il passaggio sotterraneo lungo una decina di metri, che può anche essere percorso a piedi nudi, immersi nell’acqua appena sgorgata dal terreno, per riscoprire il contatto con la natura.

A illustrare l’imponente progetto è Giuseppe Barra, presidente del Parco del Campo dei Fiori: «Regione Lombardia ha investito molto attraverso i “Contratti di fiume” per ridare dignità e qualità ai corsi d’acqua importanti del territorio lombardo. Tra questi c’è appunto l’Olona. Gli interventi che la Regione ha perseguito non erano solo di disinquinamento o contenimento dell’inquinamento, ma più in generale per la valorizzazione dei corsi d’acqua all’interno del territorio, in termini di paesaggio, di costruzione di relazioni e di valore storico-testimoniale di tutto ciò che si è sviluppato attorno a essi. E l’Olona in qualche modo racchiude tutti questi elementi».

Da qui, appunto, la decisione di intervenire alla sorgente del fiume in località Rasa. Con uno stanziamento non da poco: «Si tratta di fondi regionali: un intervento complessivo da un milione di euro, di cui 700mila stanziati per le sorgenti dell’Olona e altri 300mila per completare l’intervento sull’asta del Vellone, gestito dal Comune di Varese, pur essendo un intervento unitario e coordinato». Ma lo “scoperchiamento” del prato, che ha riportato a vista l’inizio del fiume, e la realizzazione delle strutture circostanti non sono stati l’unico intervento compiuto qui: «Ci sono diversi edifici che in passato ospitavano gli orfani di guerra – prosegue Barra – e la fognatura arrivava alla Rasa ma non collettava questi edifici. E quindi abbiamo completato e sistemato tutta la raccolta dei reflui, facendoli arrivare alla rete pubblica ed evitando inquinamenti futuri del corso d’acqua». Inoltre sono state sistemate le aree di risorgiva delle zone umide circostanti, che sono quelle che alimentano la sorgente vera e propria: «Anche in questo caso in termini di interventi è stato fatto molto».

Dopo i due anni di progettazione – con il coinvolgimento anche di Sovrintendenza, Provincia e Comune – e gli scorsi mesi di lavoro vero e proprio, tra un mese circa è prevista la chiusura ufficiale del progetto: mancano alcuni interventi di finitura, come la messa in sicurezza dell’accesso al villaggio, con il semaforo, o il posizionamento di piccoli parapetti.

Tra gli aspetti più affascinanti di questa “riscoperta” dell’Olona c’è appunto il tunnel sotterraneo, in un «passaggio studiato per una decina di metri – conclude il presidente – dove si può camminare sui sassi, senza bagnarsi, oppure togliere le scarpe e camminare proprio nel corso d’acqua, per poi sbucare nel pozzo e risalire dal prato. Il bello è anche questo: recuperare un rapporto diretto, fisico ed emozionale, con la sorgente».