Alla Lindt il cioccolato è dolce pure per chi lo fa

Provinciadivarese.it - 21/10/2016

Tra le centinaia di imprese presenti nell’area Nord Ovest del nostro Paese gli italiani hanno scelto un’impresa varesina nella quale sognano di lavorare: si tratta di Lindt, alla quale ieri sera a Ville Ponti è andato, insieme a Samsung anch’essa indicata come miglior posto dove lavorare, il Regional Randstad Award Nord Ovest 2016, il riconoscimento assegnato da Randstad, sulla base della più importante indagine indipendente di employer branding che ha intervistato oltre 4mila persone. Lindt Italia è stata scelta dal 78,5% del campione e primeggia nella scelta degli intervistati per atmosfera piacevole del posto di lavoro e work-life balance. «Lindt è orgogliosa del lavoro fatto in questi anni sul tema, nella sua concretezza – dichiara Marco Mossuto, HR Director di Lindt & Sprungli Spa -. Ha aumentato la nostra capacità di attrarre e trattenere persone capaci e di talento, inserite in un contesto dove ciascuno può dare un contributo reale al risultato globale dell’azienda. Questo premio ci sprona a non fermarci qui però; siamo a una tappa importante di un cammino ancora ricco di sfide».

Secondo la ricerca di Ranstad nel Nord Ovest del Paese, i settori merceologici più ambiti dai potenziali dipendenti italiani sono quello elettrico/elettronico, il design & luxury, il tessile e il principale fattore considerato per valutare un’azienda e un posto di lavoro è la retribuzione, indicata da oltre metà del campione (54%), seguita dalla sicurezza del posto di lavoro e dall’atmosfera piacevole del posto di lavoro (51%), poi il work-life balance (43%) e la solidità finanziaria (42%). Anche la flessibilità lavorativa è un criterio importante nella scelta dei potenziali lavoratori: quasi metà dei lavoratori del Nord Ovest (il 48%) preferirebbe lavorare con un orario diverso ogni giorno, il 15% più ore al giorno per meno giorni alla settimana e l’8% vorrebbe lavorare più giorni una data settimana e meno giorni quella successiva, soltanto il 28% degli intervistati resta affezionato alla settimana di lavoro standard.n