Alitalia ora si pente su Malpensa

La Prealpina -

Non c’era certo bisogno del nuovo commissario di Alitalia Luigi Gubitosi per capirlo, tanto che il suo intervento alla Fiavet in Puglia nei giorni scorsi appare una ridondante ovvietà che in brughiera non può che essere accolta con ironia. «Nei prossimi 12-18 mesi – ha detto – lo scalo lombardo non diventerà un hub come Roma». Dopo aver abbandonato Malpensa nel 2008 dalla sera alla mattina, dopo aver tolto tutti i voli di Air One negli anni successivi e dopo aver drasticamente ridotto i già pochi voli intercontinentali che erano rimasti, facendo di Alitalia una compagnia che per Malpensa vale meno del 2 per cento del suo traffico complessivo, evidentemente ora dal quartier generale di Roma qualcuno si sente in dovere di specificare che lo scalo varesino non potrà diventare in tempi ragionevoli un hub» di Alitalia, ma in ogni caso dovranno partire «più voli dal Nord e più lungo raggio da Milano».

Gubitosi in Puglia ha indicato la volontà della compagnia tricolore di investire maggiormente su Malpensa, esattamente il contrario di quanto avviene da dieci anni a questa parte. Per quanto riguarda i redditizi voli a lungo raggio, la storia recente di Alitalia non gioca a suo favore. Senza nemmeno prendere in considerazione la chiusura dello scorso gennaio del collegamento con Roma Fiumicino, operato tre volte al giorno con i piccoli Embraer, negli ultimi ventiquattro mesi sono stati soppressi anche i voli diretti a Mosca, Cairo e Algeri, a cui si aggiunge Shangai inaugurato in pompa magna prima di Expo 2015 e durato giusto il tempo dell’apertura della Esposizione universale. Oggi la presenza di Alitalia a Malpensa è ridotta alla miseria di tre collegamenti (Abu Dhabi, Tokyo e New York). Ci voleva Gubitosi per capire che la strategia sbagliata su Malpensa è stata una delle principali cause della rovina di Alitalia? Probabilmente sì.

Lui ha stigmatizzato questo e gli altri passi falsi commessi dal vettore negli ultimi 15 anni, a partire dal mancato accordo nel 2008 con Air France-Klm, e, nel 2002, dalla decisione dell’allora ad Francesco Mengozzi di tagliare i voli a lungo raggio per concentrarsi sul domestico «e in particolare sulla Roma-Milano, non immaginando quello che avrebbe portato l’alta velocità». Anche l’eterno dualismo Linate-Malpensa, secondo il manager scelto dal governo per tentare di traghettare Alitalia verso nuovi acquirenti, «non è stato gestito al meglio. Sono convinto ci siano opportunità di rotte interessanti da Milano. Esamineremo queste possibilità».