Alitalia No al prestito ponte Protesta a Malpensa

La Prealpina - 02/05/2017

«Corteo a Malpensa per dire basta soldi ad Alitalia, sì alla crescita di Malpensa. Che ne pensate?». Sono bastate poche ore, qualche decina di commenti e oltre duecento like per trasformare una provocazione su Facebook in un’iniziativa concreta che si svolgerà tra una settimana esatta di fronte all’aeroporto. Marco Reguzzoni (nella foto)è così, decisionismo allo stato puro e iperattività. È stato il più giovane presidente nella storia della provincia di Varese, ora ufficialmente ex leghista e presidente di Volandia, il 6 maggio guiderà una manifestazione che punta a riunire il malcontento popolare nei confronti dell’ennesimo salvataggio di Alitalia proprio di fronte a quell’aeroporto che Alitalia rischiò di far capitolare nel 2007 con il dehubbing. «Abbandonando Malpensa, Alitalia ha perso il bacino di passeggeri più ricco del Paese, decretando così la sua fine ma danneggiando anche il Nord». Ora quel Nord torna a farsi sentire pubblicamente, nove anni dopo la grande manifestazione organizzata dalla Lega Nord di fronte al Terminal 1 «a difesa dell’hub padano».

Fu anche l’ultima volta che il territorio tirò fuori l’orgoglio e fece sentire la propria voce con un evento di piazza. I dettagli della manifestazione verranno resi noti soltanto nei prossimi giorni, ma la macchina organizzativa ormai è in moto.

Reguzzoni dice di avere già ottenuto l’appoggio da diversi sindaci dell’intorno aeroportuale e si augura di avere al suo fianco tanta gente comune pronta a scendere in strada per ribadire la centralità di Malpensa nel sistema del trasporto aereo italiano. «Sarà un corteo di protesta contro il vergognoso prestito ponte del governo ad Alitalia, che non è altro se non l’ennesimo regalo a una compagnia che ha fortemente penalizzato questo territorio».

Secondo un’indagine condotta da Index reaserch, i cui risultati sono stati diffusi ieri, il 77 per cento degli italiani è favorevole al fallimento dell’ex compagnia di bandiera. Ma il dato è destinato a crescere se il sondaggio venisse circoscritto alla sola provincia di Varese, un territorio che non ha mai digerito l’abbandono di Alitalia nel 2007 e i continui tentativi di destabilizzare Malpensa nei dieci anni successivi, come per esempio il decreto Lupi varato a ottobre 2014. A questi bisogna poi sommare i danni collaterali, come per esempio la tassa d’imbarco nata per sostenere i disagi dei Comuni aeroportuali e invece finita per oltre l’80 per cento nel fondo integrazione Alitalia. Dei 6,5 euro che lo Stato preleva per ogni biglietto aereo emesso, a Ferno, Somma Lombardo e agli altri Comuni di sedime arriva infatti la miseria di 40 centesimi. Se arriva. Al corteo di sabato prossimo Reguzzoni spera di vedere tanta gente, ma si augura che le bandiere di partito restino nei cassetti. «Non ne voglio». La storia degli ultimi dieci anni, secondo lui, non gioca a favore di nessuno. «Sono tutti coinvolti, compreso il mio ex partito».