Alitalia è in picchiata Malpensa vola alto

La Prealpina - 24/04/2017

Cresce talmente tanto Malpensa che il segno positivo compare da ventidue mesi consecutivi, da quattro in doppia cifra. Ma questo mese, complici le vacanze pasquali e i ponti del 25 aprile e primo maggio, rischia di entrare negli annali della storia dell’aeroporto.

Perché a ieri – e il numero a consuntivo non è destinato a calare semmai ad alzarsi ulteriormente – il dato di aprile parla di un aumento del numero di passeggeri del 22 per cento, una cifra da record mai vista prima. In termini assoluti, da 973mila a un milione 188mila.

Malpensa cresce e lo fa mentre il principale artefice dei suoi problemi negli ultimi dieci anni, ovvero Alitalia, sta attraversando una delle peggiori turbolenze della sua esistenza. Lo scalo varesino cresce del 22 per cento proprio mentre il suo ex hub carrier arretra notevolmente posizioni, anche in brughiera. La recente soppressione dei voli diretti a Mosca, Cairo, Algeri e Roma si vedono nitidamente nei numeri di aprile. Erano 40mila i passeggeri l’anno scorso di questi tempi, oggi sono scesi a 23mila sui tre collegamenti rimasti (Abu Dhabi, Tokyo e New York). Ovvero il 40 per cento in meno. Malpensa cresce dunque, nonostante Alitalia.

E i numeri dicono che il merito, nonostante quello che potrebbe apparire da un’analisi superficiale, non è da attribuire soltanto allo storico sbarco di Ryanair, avvenuto sedici mesi fa. Certo, la presenza della regina delle low cost incide, ma rappresenta soltanto un quinto di uno sviluppo totale che a Malpensa sta avvenendo su tutti e tre i fronti: collegamenti nazionali, area Schengen, intercontinentali. In particolare i voli fuori dalla Ue, che poi sono quelli più redditizi, fanno segnare un incremento del traffico del 15 per cento, nonostante l’instabilità politica in Turchia e la perdurante crisi del turismo sulle coste nordafricane.

Di quel 22 per cento di crescita, dunque, soltanto il 20 per cento è imputabile a Ryanair, in piena fase espansiva al T1. Erano 24mila i passeggeri degli irlandesi le prime tre settimane di aprile 2016, oggi sono 74, il 206 per cento in più grazie all’ampliamento delle destinazioni servite.

Anche EasyJet, compagnia per cui Malpensa ha un debito di riconoscenza per avere investito e tenuto in vita l’aeroporto nei periodi più neri del dehubbing, continua a fare la sua parte. Padrona assoluta del Terminal 2 e con una fetta di mercato che copre un terzo circa dei 20 milioni passeggeri annui che transitano in brughiera, continua a consolidare il suo predominio, passando ad aprile da 356mila utenti a 389mila, pari a un incremento percentuale del 9,2. Tutte le altre compagnie rientrano in un’unica colonna di Excel che vale un incremento del 26,9 per cento, ovvero da 552 a 700mila passeggeri.

Di questo passo, secondo gli analisti, Malpensa potrebbe crescere di un milione di passeggeri all’anno per i prossimi cinque, tornando dunque entro un lustro ai livelli pre-dehubbing del 2007. Già quest’anno, con netto anticipo rispetto al 31 dicembre, si supererà dopo dieci anni esatti la soglia psicologia dei 20milioni di passeggeri. E di certo nessuno ha intenzione di fermarsi qui.