Alfatherm in chiusura: l’accordo è stato raggiunto

La Prealpina - 28/07/2017

L’Alfatherm chiuderà lo stabilimento di Venegono: parti sociali e proprietà hanno siglato un accordo che prevede il minimo numero possibile di licenziamenti. È questo il risultato del lungo incontro svoltosi a Busto Arsizio nella sede di Univa tra i rappresentanti dei lavoratori e quelli dell’azienda leader europeo nella produzione di film e foglie in Pvc. Un summit durato fino a tarda sera nel quale, secondo le pochissime indiscrezioni filtrate, sarebbero stati fissati tutti i punti per arrivare a una conclusione della vertenza con un impatto limitato sulle maestranze: forse proprio quell’ipotesi di incentivi per agevolare la mobilità di una quota di lavoratori su base volontaria e da analoghe misure per quei dipendenti che, quasi raggiunta l’età pensionabile, decideranno di anticipare l’uscita dal mondo del lavoro. Tutto questo prima della dismissione dello storico sito venegonese da dove nel 1963 era partita l’avventura Alfatherm.

Con questa “manovra” si libererebbero posti per ricollocare gli addetti rimanenti nelle sedi di Gallarate e a Gorla Minore che invece verranno mantenute. Ma si tratta come detto di ipotesi perché per il momento dirigenza e organizzazioni sindacali hanno scelto di non rilasciare dichiarazioni. Secondo l’amministratore delegato Marino Uberti, in un intervento comparso sul quotidiano di settore Polimerica.it, la scelta di chiudere Venegono sarebbe stata decisa «per assicurare un futuro all’azienda e ai lavoratori. Intendiamo concentrarci in quei settori di mercato in crescita con una forte penetrazione sui mercati esteri. La recente partecipazione a fiere internazionali in Cina e in Germania testimonia un grande interesse verso i prodotti più innovativi. Per questo sono stati pianificati investimenti significativi sia sugli impianti per migliorare la qualità delle produzioni, sia in ricerca e sviluppo». Il riferimento è al piano 2016-2018 dell’azienda per 12 milioni di euro e al recentissimo milione investito per aumentare la capacità di calandratura di film adesivi proprio nel sito di Gallarate. «La chiusura di Venegono – aggiunge Uberti – è una condizione necessaria per far sì che l’azienda possa contare su siti produttivi più efficienti e moderni, e per assicurare competitività sui mercati».