Albo Lia, presentate cinquemila domande

La Prealpina - 28/09/2017

Sono cinquemila le domande di adesione all’albo previsto dalla Lia presentate da imprenditori artigiani che lavorano in Svizzera. Tra queste, una su cinque arriva dall’Italia e in modo particolare dalle zone di confine, in primis il Varesotto. Dai numeri – resi noti nei giorni scorsi – emerge che il 90 per cento delle richieste è già stato preso in esame, mentre i rinnovi 2017 sono già stati evasi. Va detto che chi ha presentato domanda entro ottobre 22016 , anche in assenza di risposta da parte della Commissione di Vigilanza Lia, può continuare a operare in Canton Ticino. Chi invece si è mosso dopo il mese di ottobre, ha l’obbligo di fermare l’attività in attesa del via libera ufficiale, non così scontato. Uno stop certamente non gradito agli imprenditori, che subito hanno messo in luce le difficoltà e il percorso complicato per riuscire ad ottenere tutte le autorizzazioni .

Ed è proprio per fare chiarezza che lunedì prossimo a Ville Ponti (ore 9.30) Confartigianato Varese ha organizzato un evento di formazione, “Svizzera e Canton Ticino, norme, regole e tutele per le imprese”.

«C’è un solo modo per lavorare bene in Svizzera: rispettare le regole», afferma con chiarezza Ivan Marci, avvocato dell’Ordine del Canton Ticino e relatore al workshop di lunedì prossimo. E la carne al fuoco non manca di certo. Oltre alla questione Lia, si parlerà anche di titoli professionali, assicurativi e normative di lavoro.

Al tavolo dei relatori siederà anche Cristina Bordoli Poggi, direttrice della commissione vigilanza Lia di Bellinzona. Interverrà anche Maurizio Loria (commercialista e revisore dei conti che entrerà nel merito dei titoli professionali e di studio in Svizzera) e Marco Delmenico (broker assicurativo che parlerà di cauzioni, garanzie e assicurazioni per lavorare otreconfine).