Albertini su Malpensa «No a depotenziamenti Ha un ruolo decisivo»

La Provincia Varese - 25/11/2016

«Varese provincia d’Europa». Gli “stakeholders” del territorio accolgono a braccia aperte l’assemblea plenaria della Conferenza delle Assemblee Legislative europee. E il presidente della Camera di Commercio Giuseppe Albertini, ricordando che la provincia di Varese è «crocevia del business», chiede aiuto sul futuro dell’aeroporto di Malpensa e quello dei 26mila lavoratori frontalieri. A fare gli onori di casa, il presidente Giuseppe Albertini che, nel descrivere la provincia di Varese come «una delle punte dell’economia italiana, pur alle prese con le difficoltà che – in questi anni di crisi – caratterizzano tutte le zone di nobile e antica industrializzazione», ricordando elementi di orgoglio, come i 10 miliardi di euro di export annuo, il raddoppio delle presenze turistiche negli ultimi dieci anni e punte di eccellenza come la Scuola Europea e i due atenei Insubria e Liuc, non ha rinunciato a mettere in luce alcune criticità su cui l’Europa potrebbe fare molto. «Siamo un territorio che si pone quale vero e proprio “crocevia del business” – ricorda il presidente di Piazza Monte Grappa – non è un caso che in provincia di Varese sia presente l’aeroporto intercontinentale di Malpensa». Scalo che «gioca un ruolo decisivo» e rappresenta «uno dei più importanti investimenti infrastrutturali degli anni ’90 nel nostro continente. Eppure, talvolta, scelte inadeguate anche a livello europeo hanno teso a depotenziarlo». Ecco perché Giuseppe Albertini chiede espressamente all’Assemblea Calre di «guardare con la giusta attenzione al pieno sviluppo dell’aeroporto di Malpensa, inteso come principale scalo dell’Europa Centro Meridionale». Altre «preoccupazioni» per Varese sono sul fronte internazionale: da un lato «la Brexit e le incognite collegate alla politica estera Usa dopo le elezioni presidenziali» in una provincia che vanta «500 milioni di export annui verso entrambi i Paesi» (Regno Unito e Usa), dall’altro la questione frontalieri, «ben 26mila lavoratori varesini che ogni giorno superano la dogana per portare il loro contributo professionale alle imprese della Svizzera Italiana». L’appello di Albertini è chiaro: «Dobbiamo agire insieme per superare le difficoltà – manifestatesi anche dai risultati del recente referendum con cui il Canton Ticino nella sua maggioranza ha auspicato la chiusura del proprio mercato del lavoro – e porre invece le basi in vista di sinergie transfrontaliere che porterebbero a indubbie sinergie positive per tutti». In sala, anche il Rettore dell’Università degli Studi dell’Insubria, il professor Alberto Coen Porisini, che ha espresso tutta la sua «soddisfazione per questo importante appuntamento che si sta svolgendo a Varese», sottolineando inoltre come «in un momento in cui l’importanza dell’Europa è offuscata da tanti problemi sia fondamentale un rilancio da parte dei cittadini e dalle rappresentanze elettive più vicine ai territori».