Al turismo fino all’ultimo euro

La Prealpina - 27/11/2017

Sarà destinata al turismo, al cento per cento, l’imposta di soggiorno varata dall’amministrazione Galimberti. Ieri il tavolo di confronto finale a Palazzo Estense con la Camera di Commercio e gli esponenti delle associazioni di categoria. E l’accelerazione sulla quantificazione della percentuale del gettito previsto.

Il sindaco Davide Galimberti ha commentato: «La totalità del ricavato dall’imposta sarà destinata da Palazzo estense a iniziative di promozione turistica e questo perché giunta e amministrazione credono fortemente nelle capacità turistiche e attrattive della nostra città, per questa ragione ci stiamo muovendo su più fronti».

L’accordo nasce dal documento presentato dall’ente camerale in municipio (e sottoscritto insieme con Consorzio turistico della provincia, Uniascom Varese, Federalberghi e Associazione Bed &Breakfast). Un documento che ha consentito di trovare la quadra sulla tassa di soggiorno, su cui molto si è discusso anche in consiglio comunale.

L’imposta entrerà in vigore l’1 gennaio, «e il gettito previsto sarà compreso tra i 580 e i 600mila euro» , dice l’assessore alle Risorse Cristina Buzzetti. A giorni sarà sottoscritta la convenzione tra Comune e Camera di Commercio «e nel dettaglio sarà elencata la modalità di utilizzo del gettito la cui finalità a sostegno del turismo è stato da subito l’obiettivo dell’amministrazione, non appena si è aperta la finestra giuridica che ci ha permesso di proporre l’iniziativa».

Soddisfazione per l’esito della trattativa è stato espresso dal presidente della Camera di Commercio Giuseppe Albertini: «Il nostro rappresenta un primo caso in Lombardia e uno dei primi in Italia di collaborazione su questo fronte tra Comune e Camera di Commercio – spiega Albertini – . Sulla base della legge regionale e della recente riforma delle Camere di Commercio, il nostro ente prosegue così nel suo impegno sul fronte della valorizzazione turistica del territorio». E «positivo» è stato il commento sul summit da parte del presidente di Federalberghi Frederick Venturi. Si è discusso, nell’incontro di ieri a Palazzo Estense, anche della necessità di potenziare la «fruibilità dei siti attrattivi, di migliorare l’accesso alla città e l’informazione turistica».

Se è il consiglio comunale a varare l’imposta (voto contrario dei leghisti Fabio Binelli, Marco Pinti e Carlo Piatti, dei forzisti Simone Loghini e Carlotta Calemme e di Gaetano Iannini di Alternativa costruttiva), è la giunta a stabilire le tariffe. L’annuncio, giovedì. Ecco le tariffe: 2,50 euro al giorno a persona per gli hotel a quattro stelle (a cinque, a Varese al momento non esistono), 1,50 per gli hotel a tre stelle, 1 euro per gli alberghi a due stelle e per tutte le altre strutture ricettive.

L’assessore alle attività produttive Ivana Perusin incassa un’altra vittoria sul fronte del dialogo con la città e delle realtà che economiche che la rendono attiva. «Sono molto soddisfatta del confronto che abbiamo avuto, in un’atmosfera collaborativa e positiva – dice Perusin -. Abbiamo messo a fuoco una visione congiunta che porterà buoni frutti al nostro territorio e al turismo».

Come era stato annunciato nei giorni scorsi dal sindaco Galimberti, gli introiti saranno destinati eventi sportivi e culturali, nel centro e nei rioni, per portare sempre più persone a dormire almeno una notte a Varese.

Confesercenti «Siamo sorpresi»

«Sinceramente ci aspettavamo almeno una telefonata». Elegante come sempre ma senza nascondere l’ amarezza, Rosita De Fino, direttore sella sede territoriale di Confesercenti regionale Lombardia, si chiede: «Come mai non siamo stati resi partecipi di questo protocollo? Dalla scorsa estate pariamo della possibilità, della necessità di introdurre una imposta di soggiorno, anzi i primi contatti c’erano stati già con la passata amministrazione comunale, anche se poi non se ne fece nulla». Confesercenti è stata infatti sempre propositiva su questo fronte anche quando nessun’altra componente economica e commerciale sembrava disposta nemmeno a discutere la questione. «Ci sentiamo un po’ esclusi da questa intesa e sinceramente ci dispiace, anche perché la Camera di Commercio è un ente super partes – continua De Fino -. Posto che diciamo le stesse cose, non capiamo perché Confesercenti sia stata esclusa dal tavolo di confronto, visto che abbiamo anche noi soci albergatori». Ora Confesercenti confida nella possibilità di aderire all’Osservatorio del turismo.