Al primo posto l’occupazione

«La domanda che ci siamo posti è: quale può essere il contributo che può dare Gallarate all’interno del discorso legato a Malpensa?» Parte da questa domanda, posta dal sindaco, Andrea Cassani, il lavoro della commissione Malpensa, con la presenza degli esperti Gianni Scapellato, Dario Terreni, Elena Rubino e Giancarlo Ceccchin. «Un’opportunità fortemente voluta dal presidente del consiglio Donato Lozito», spiega il primo cittadino. Un aggiornamento del comitato per Malpensa del comune di Gallarate, gestito dall’ex consigliere comunale del Partito Democratico, Dario Terreni, per permettere alla città dei Due Galli di mantenere un ruolo chiave sull’argomento. Proprio a lui, il capo della giunta di centrodestra, ha affidato il compito di esporre un resoconto di quanto è stato fatto.

«Il comitato era un ramo delle attività produttive e commercio della nostra città», spiega Terreni. «Con la premessa doverosa della necessità di salvaguardare l’occupazione territoriale davanti al comportamento che ha spinto a privilegiare l’aeroporto di Linate su quello di Malpensa». Per questo, serve fare gruppo, «andando oltre la politica partitica», ha specificato il politico di centrosinistra. Un pensiero condiviso anche dal primo cittadino che ha rilanciato dicendo che in queste riunioni servirà «raggiungere degli obiettivi. Fare proposte concrete, condivise. Arriviamo ad un risultato insieme». Il lavoro dovrà avere, comunque, un valore «politico e amministrativo» come ha ribadito Lozito e fare in modo che l’attenzione verso le occupazioni e il territorio «restino alte», afferma il capogruppo di Lega Nord, Stefano Deligios. «Credo che il Cuv non ci voglia, avremmo un peso troppo alto politicamente», prosegue.

Ma anche da fuori Gallarate, potrà avere un ruolo importante, facendo da riferimento per tutti gli altri comuni fuori dal Cuv, evitando che di Malpensa, a Gallarate resti solo «l’inquinamento» come ha provocatoriamente detto Giuseppe De Bernardi Martignoni (FdI).

«Nella speranza che non sia troppo tardi», conclude Luca Carabelli (Libertà per Gallarate).

Aldo Macchi