Al Palaghiaccio pattinano i guai

Si è scelto di ostentare ottimismo, sul futuro del Palaghiaccio, nella commissione in cui il Pd ha chiesto conto della scoperta della fideiussione falsa. Quella cioè che, proprio mentre il mega-progetto di Beata Giuliana pareva pronto a ripartire, ha bloccato tutto, cancellato l’esito della gara, portato alla segnalazione del caso in procura e all’Anac (l’ente anticorruzione), estromesso a un passo dalla firma della convenzione la società Vip Immobiliare, l’unica concorrente e quindi la vincitrice del bando per completamento e gestione. «Stiamo aspettando i tempi tecnici e poi decideremo», ha spiegato Alberto Riva, assessore alle opere, cercando di contenere le domande di Massimo Brugnone del Pd, il consigliere che ha messo di nuovo il coltello nella ferita di questa incompiuta. «Cosa è successo? Cosa avete fatto? Cosa farete», ha incalzato ieri il giovane dem.

È toccato allora a Maria Antonietta Carra, dirigente dell’avvocatura comunale, ripercorrere una vicenda che è esplosa fra le mani di tutti il giorno in cui la società che pareva aver fornito la garanzia fideiussoria comunicava che quel documento nei loro registri non esisteva. Di più: «Ci hanno scritto che risultava un falso, con chiari segni di contraffazione». I privati vincitori del bando provarono a correre ai ripari, si dissero loro stessi vittime di un broker infedele, «ma la giurisdizione – ha sentenziato Carra – dice che il falso comporta l’annullamento del provvedimento, anche se il privato non fosse responsabile». Storia chiusa quella con la Vip, insomma, anche se ancora per una decina di giorni la società potrebbe fare ricorso al Tar. Se succedesse nessuno sa cosa accadrà, se non il fatto di infilarsi in una serie di contenziosi che rischiano di prolungare l’agonia.

Per questo ieri, quando Brugnone ha insistito per capire se l’intervista alla Prealpina in cui il sindaco Emanuele Antonelli si diceva pronto a riconvertire l’impianto nel palaginnastica prospettasse uno scenario realistico, tutti hanno sviato. «È un’ipotesi come un’altra, per ora aspettiamo che l’iter si esaurisca», ha ribadito Riva. «Comunque – ha aggiunto il presidente di commissione, il leghista Livio Pinciroli – ogni variazione passerà in consiglio e saremo informati».

Di certo, però, questa è una storia che regala perplessità. Con Brugnone deciso a non demordere: «Ma perché il Comune nella valutazione dei documenti non si è accorto del falso, aspettando che fosse la società assicurativa ad evidenziarlo?». È la grande domanda che tutti fanno a microfoni spenti, lui l’ha posta in pubblica. «Di norma si verificano le autocertificazioni, non i documenti certificati, anche se in questo caso era contraffatto», ha risposto Carra. Ma adesso, «dopo questa botta», le cose sono un po’ cambiate: «Ora gli uffici preposti fanno un approfondimento in più». Per il povero Palaghiaccio, però, ormai è troppo tardi.