Al Memoriale “anteprima” del Marrone «Sostenete il film su questo eroe gentile»

Siamo alla terza sceneggiatura, probabilmente quella definitiva, e una disponibilità di massima a scendere in campo è arrivata anche dall’attore e dall’attrice cui affidare i ruoli di protagonisti: volti noti del cinema e della tv, il primo siciliano, la seconda varesina. I nomi sono top secret: la fase è delicata e di più il regista Mauro Campiotti (nella foto) non vuol dire. Certo è in rampa di lancio “Il Marrone”, la pellicola indipendente (Mauca Film) ispirata alla vita del “Giusto tra le Nazioni” Calogero Marrone, agrigentino di Favara classe 1899, antifascista della prima ora, dai primi Anni Trenta a Varese dove diventa capo dell’Ufficio anagrafe comunale (ciò gli consente di rilasciare documenti falsi a ebrei e oppositori del regime: arrestato, torturato nel carcere della città e tradotto a Dachau, muore il 15 febbraio ‘45), collaboratore dei partigiani del monte San Martino in Valcuvia. Ieri pomeriggio la presentazione al Memoriale della Shoah di piazza Safra a Milano, sotto la Stazione Centrale, presenti fra gli altri lo stesso regista, l’aiuto Ettore Imparato, Marco Marcuzzi che ha composto la colonna sonora, il produttore esecutivo Mario Nuzzo. Sono state lette in anteprima alcune pagine della sceneggiatura e proposti brani musicali che l’accompagnano. Voluta da Regione Lombardia, Comuni di Agrigento, Favara e Varese, Provincia e Camera di Commercio di Varese, è stata l’occasione per visitare gli spazi del Memoriale col tristemente famoso Binario 21 e per rilanciare un progetto ormai ben definito e che però abbisogna di un ultimo sforzo finanziario per divenire realtà. «La nuova legge nazionale sul cinema (entrata in vigore il primo gennaio 2017, ndr) stabilisce da un lato l’istituzione di un fondo annuale specifico e, dall’altro, la parola fine alla discrezionalità nella distribuzione dei finanziamenti – ha spiegato il regista varesino -. Su queste basi ci auguriamo di trovare tutte le risorse necessarie per poter passare alla realizzazione». Risorse che, stando a indiscrezioni, si aggirerebbero sul milione di euro, metà delle quali già in “cassa”, ma l’altra metà ancora da trovare. Come? Magari solleticando il mondo imprenditoriale varesino, sino ad oggi largo di promesse rimaste però in buona parte sulla carta. Campiotti, che negli scorsi mesi aveva anticipato il progetto a Varese, non vuole lanciare altri appelli alla sua città, ma è chiaro che ora l’attesa è per una svolta anche sotto questo profilo: a guadagnarci sarebbe l’immagine stessa di Varese nel sostenere un’opera culturale di grande impatto che farebbe il giro della Penisola. «Useremo la narrazione filmica per evidenziare i valori di giustizia, libertà, sacrificio, senso civico espressi dalla vita di un eroe umile e vero che non può essere dimenticato», sottolinea Campiotti che ha lavorato al soggetto partendo dall’atto unico “Getsemani” di Alberto Guarnieri; il lungometraggio avrà durata di 90 minuti girati in tecnologia digitale e ambientazione live tra Varesotto e Sicilia sotto la direzione dello storico varesino Enzo Laforgia.