Al giorno 700 persone da Linate a Malpensa

Oltre settecento persone si trasferiranno, giornalmente, durante il Bridge a Malpensa da Linate. A essere interessati dal trimestrale trasferimento sono, complessivamente, ben 1.300 persone che lavorano a Linate. «In pratica, al tavolo di lavoro dedicato al Bridge e ai suoi aspetti operativi siamo chiamati a gestire tutte le operazioni che potremmo identificare come quelle necessarie al trasferimento di un piccolo paese», è la chiosa del manager Sea Alessandro Fidato. Nel dettaglio, si tratterà di duecento operatori Sea (il 30% del totale) addetti al coordinamento dello scalo, alla security, autisti specializzati e personale dedicati ai passeggeri con ridotta mobilità (prm). Altri 230 gli addetti in arrivo per il settore dell’airport handling (32%) e, infine, 270 (38%) operatori handlers, di enti di Stato, retailers e compagnie aeree. Solo per Alitalia saranno 50 persone al giorno.

«Una popolazione con esigenze e mansioni tra di loro diverse, ma tutte figure necessarie all’operatività di Malpensa», afferma il numero 2 di Sea, Fidato. Che aggiunge a queste risorse umane quelle necessarie a far funzionare le trentatrè navette quotidiane di cui Sea si farà carico per tutti gli operatori, anche dei negozi, che dovessero chiederle per raggiungere Malpensa da Linate, che sarà ridotto all’operatività strettamente necessaria e funzionale a garantire servizi alle imprese al lavoro per l’adeguamento dello scalo di viale Forlanini.

All’insegna della cura della sicurezza in tutta la città aeroportuale, poi, si prevede un intervento per il presidio sanitario. Un aumento di persone attive nell’aeroporto e di passeggeri comporta anche la necessità di essere in grado di rispondere, e di farlo tempestivamente, a un numero maggiore di problematiche sanitarie. «Per questo motivo, con gli enti preposti, abbiamo deciso il sensibile incremento del personale del presidio medico di Malpensa, sia a livello di medici che di infermieri», spiega Fidato.

Nella brughiera, al netto anche degli interventi già citati, nei giorni scorsi, per l’accessibilità, capitolo per il quale non vanno escluse altre iniziative da parte del tavolo operativo con la presenza delle Prefetture di Varese e Milano, si profila quindi un intenso trimestre di “Malpensa allargata”. «Anche se le comunità dei paesi intorno all’hub devono ben essere consapevoli che la crescita sarà tollerabile e poco impattante a livello di inquinamento», sottolinea Fidato.

Se il territorio teme una crescita di smog e inquinanti, da parte di Sea si fa professione di tranquillità. «Rumori e altri inquinanti saranno certamente al di sotto della soglia di tollerabilità», assicura Fidato. Il Bridge, dunque, sarà un ottimo test per saggiare la capacità di Malpensa di far fronte alle problematiche che, spesso, fanno guardare all’hub, da parte del territorio, come un nemico. Questi tre mesi potranno quindi anche trasformarsi in una maxi campagna “Malpensa friendly”. Una sorta di dialogo tra il mondo aeroporto e le popolazioni della brughiera.