Airport Handling, accordo salvo

La Prealpina - 30/09/2016

Airport Handling: l’accordo dell’11 luglio entrerà in vigore. Hanno vinto i sindacati che l’hanno sottoscritto con l’azienda, cioè Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Ugl e Flai. Hanno perso le sigle che lo contrastavano, ovvero Cub Trasporti e Adl. Questo stabilisce il mancato raggiungimento del quorum registrato alla fine dei tre giorni di referendum dei lavorati sulla maxi-intesa estiva che ha come punto centrale un aumento orario non retribuito. Non però come stabilisce il contratto nazionale di settore efficace dallo scorso febbraio, bensì in deroga allo stesso con un monte ore gratis minore (8 anziché 24 al mese nel 2016 e 16 nel 2017).

Ieri intorno alle 17.15, chiusura dei seggi di Malpensa (quelli di Linate lo erano già da un po’) il dato era inequivocabile: dei 1.641 dipendenti di AH aventi diritto a esprimersi sull’accordo, avevano votato in 813. Ne sarebbero bastati altri 7 per raggiungere il quorum, rendere valido il referendum e dare peso ai «sì» (abrogazione dell’intesa) e ai «no». Quella manciata di votanti è mancata, quindi l’esito delle preferenze mantiene un valore soltanto statistico a urne comunque svuotate. Nei due terminal della brughiera i contrari al documento hanno raggiunto l’88 per cento (539 sì e 72 no), mentre al Forlanini si sono assestati al 75,75 (146 sì e 48 no).

Dunque, a differenza di due anni fa, quando in gioco c’era il passaggio da Sea Handling ad Airport Handling, i sindacati che hanno firmato l’intesa vedono il loro operato promosso. Dall’astensionismo. Che, come si sa, nelle consultazioni referendarie di qualsiasi livello influisce sull’esito. Invece le due sigle di base, che dopo aver raccolto 750 firme tra i lavoratori erano riuscite a ottenere questi tre giorni (da martedì a ieri) di seggi aperti nei due aeroporti milanesi, incassano la bocciatura della loro protesta. Ora l’azienda può procedere.