Air Italy, protesta al Mise «Ora prorogate la cassa»

La Prealpina - 13/04/2021

Un tavolo di crisi sul comparto, ammortizzatori sociali adeguati, rifinanziamento del fondo speciale per il trasporto aereo, investimenti in progetti industriali strategici. Sono le richieste del mondo sindacale del trasporto aereo, che scenderà in piazza domattina: un mercoledì caldo che vedrà i lavoratori della compagnie aeree manifestare a Roma sotto la sede del Ministero dello sviluppo economico, mentre un altro presidio si terrà in contemporanea a Piazzale Gioia a Milano, vicino alla sede della regione Lombardia.

Air Italy

Tra i manifestanti vi saranno i lavoratori di Air Italy. In liquidazione da febbraio 2020, la compagnia ha comunicato due settimane fa che manderà avanti la procedura di licenziamento collettivo dei dipendenti (un migliaio a Malpensa, diverse centinaia a Olbia) in cassa integrazione fino al 30 giugno. Il 7 aprile i sindacati hanno incontrato la direzione del personale della società, che ha confermato l’indisponibilità a proseguire con gli ammortizzatori sociali. All’incontro erano assenti i liquidatori, che in settimana dovrebbero comunicare la convocazione delle sigle sindacali. Queste ribadiscono la necessità di proseguire con gli ammortizzatori con causale Covid (senza oneri per le aziende) almeno fino al 31 dicembre, lavorando nel frattempo alla costruzione di un progetto industriale. «Puntiamo a guadagnare tempo e a trovare intanto un’alternativa nei prossimi mesi, cosa che non si è potuta verificare nell’ultimo anno per la pandemia», dice Luigi Liguori di Filt Cgil Varese. I sindacati auspicano che la trattativa prosegua alla presenza dei rappresentanti delle regioni Sardegna e Lombardia e del governo. Un incontro è stato chiesto al ministro dello sviluppo economico Giancarlo Giorgetti. Per ora nessuna risposta, ma si spera che il presidio di Roma stimoli l’apertura di un tavolo di confronto.

Alitalia e le altre

Preoccupa pure la compagnia di bandiera: «Sarà una settimana decisiva per l’accordo con la Commissione europea sul nuovo piano», ricorda Liguori. Poco incoraggianti le prospettive: si parla di un ridimensionamento della flotta (a 45/50 aerei) e del personale (da 11mila a 4000 dipendenti), già rimasto senza stipendio a marzo. Il momento delicato riguarda poi chi lavora per compagnie quali Norwegian, Ernest, Blue Panorama. «Non bastiamo noi, serve sinergia, una cabina di regia per unire aziende, organizzazioni sindacali e governo, che deve decidere quali strumenti adottare», dice Liguori. Il segretario provinciale di Filt Cgil sottolinea che «dopo le palestre e i ristoranti questo è il settore che più ha risentito della pandemia, è necessario correre ai ripari. Non si tratta di un problema industriale di crisi pura, ma di una carenza di domanda legata al momento». Le speranze sono affidate in tal senso anche ai vaccini e a misure meno restrittive, pure da parte di altri Paesi: in tal caso «ci sarà la possibilità di ripartire, pur se a livelli inferiori al passato».