Ai turisti il filo di Arianna per visitare Sacro Monte

Ecco tutto ciò che non va al Sacro Monte. Stavolta l’attenzione si è concentrata su questioni pratiche e più facilmente risolvibili, per consentire una accessibilità maggiore al borgo. Obiettivo: portare un numero sempre maggiore di turisti sulla montagna sopra Varese. Declinati in 5 punti, le criticità rilevate dai pellegrini e interpretate, perché raccolte ed elaborate, dagli Amici del Sacro Monte. La presidente Maria Bianchi, insieme con il socio anziano Gianni Trotta, ha consegnato al sindaco Davide Galimberti una lettera nella quale vengono spiegati i problemi, che riguardano spesso la scarsità di indicazioni utili per raggiungere il borgo.

Chi entra in città dall’autostrada, scopre che «le segnaletiche che dovrebbero portare al Sacro Monte scompaiono, se si eccettua quelle di Varese Musei, e quindi non si riesce subito a imboccare la giusta direzione – raccontano gli Amici -. Ora sono spariti ma una volta c’erano cartelli a fondo bianco, grandi, con il Sacro Monte disegnato in evidenza che indicava molto bene il percorso corretto». Una volta attraversata la città, se anche si arriva all’imbocco della Via Sacra, «molti turisti, soprattutto stranieri e che salgono con la propria auto, tirano dritto, e non solo perché none esiste alcun cartello che indichi l’inizio della Viale del Rosario «con l’eccezione del centro espositivo monsignor Macchi».

I parcheggi presenti lungo la via Prima Cappella non sono segnalati e la maggior parte dei turisti «tira dritto e arriva in cima per poi scoprire che la visita lungo il Viale del Rosario è da effettuarsi dal basso verso l’alto». Da qui la richiesta di «installare segnaletica che sia chiara e comprensibile anche dagli stranieri e che indichi i parcheggi e poi il percorso a piedi, magari con una figura di un camminatore, così tutti capiscono, che li porti fino all’inizio del viale». I problemi cominciano dal curvone che immette nel piazzale Montanari, cioè nell’area di sosta o per raggiungere la partenza della funicolare. Per gli Amici del Sacro Monte, bisogna intervenire non solo per potenziare i cartelli all’ingresso di piazzale Montanari ma per curarli con attenzione particolare durante il periodo primaverile ed estivo. «Molti cartelli in questo punto indicano alberghi e musei e in cima a tutti c’è quello che segnala la stazione della funicolare – continuano Maria Bianchi e Gianni Trotta che hanno trovato disponibilità da parte del sindaco Davide Galimberti ad assecondare le richieste di maggiore indicazioni stradali -. La vegetazione però ricopre completamente il cartello che porta alla stazione di valle della funicolare: basterebbe un controllo periodico per rendere più semplice l’esistenza a tutti». Sempre restando in tema di parcheggi, come è noto si pagano nel fine settimana, quando le strisce blu sono realmente attive. Poiché tra le indicazioni poco chiare vi sono anche quelle delle modalità di pagamento, ecco che «i parchimetri non riportano chiaramente che i parcheggi si pagano solo il sabato, la domenica e nei giorni festivi e quindi, soprattutto gli stranieri, perdono un sacco di tempo per tentare di pagare». Sempre per fare fronte alla carenza di parcheggi, viene richiesta «la riapertura del tratto di via Monte Tre Croci, dopo la via Enrico Bianchi, almeno nei festivi e nei weekend». Si tratta della strada sterrata che si raggiunge dopo aver percorso, a sinistra del piazzale Pogliaghi, per chi giunge in auto al Sacro Monte, la strada asfaltata (e con parcheggi a pagamento) il cui primo tratto è stato intitolato di recente ad Enrico Bianchi, creatore di campane che risuonano in più continenti e che aveva officina in via Morosini.

Oltre 4mila visitatori da tutti i continenti

Informazioni sul Sacro Monte e al Sacro Monte. I volontari dell’associazione Amici svolgono un’attività preziosa e costante per turisti e pellegrini che arrivano in cima al borgo, nel piazzale Pogliaghi e non hanno le idee chiare su dove si trovino i monumenti o, semplicemente, hanno bisogno di indicazioni, fosse solo per prendere un caffè in una località che se non è conosciuta è difficile da “girare”, anche per la mancanza di un numero sufficiente di cartelli. L’affluenza all’info point, da marzo a fine luglio, è stata di oltre 4.300 turisti da 59 nazioni. Sono stati 2.684 gli italiani accolti da 17 volontari, con un totale di 443 ore di apertura della sede (che si trova nel piazzale ma ufficialmente in via del Ceppo). Borgo internazionale, in quanto a visite: i Paesi maggiormente rappresentati sono Francia (448), Germania (317) e Gran Bretagna (157). Turisti da ogni continente, comunque, come dimostrano le rappresentanze dai vari Paesi: 33 dal Canada, 12 dall’Argentina, 10 dalla Cina, 5 dall’India e 6 dall’Indonesia, ma anche 51 dalla Turchia e 41 dalla Spagna. I volontari offrono guide e cartine ma soprattutto danno consigli e spiegano come muoversi ai turisti che arrivano di solito con i bus o con auto nel piazzale del borgo e lo “affrontano” partendo da piazzale Pogliaghi. Poiché l’indicazione dell’arrivo al Sacro Monte è un cartello che porta l’indicazione Santa Maria del Monte, «per quanto strano, è però vero che molti visitatori, soprattutto stranieri, non si accorgono di essere arrivati e chiedono del Sacro Monte, pensando di dover salire ancora», spiega la presidente dell’associazione Amici del Sacro Monte, Maria Bianchi. Tra le richieste più usuali, le indicazioni per il santuario e per il viale delle cappelle o, semplicemente, quella di sapere dove trovare i bagni pubblici.