Ai frontalieri rimasti senza lavoro indennità pagata dalla Svizzera?

La Prealpina - 02/05/2017

Oggi l’indennità di disoccupazione per i frontalieri licenziati è pagata dall’Italia. E domani? Probabilmente, a seguito di una norma dell’Unione europea, toccherà alla Svizzera. Visto il clima teso sulla linea di confine ciò ha scatenato un putiferio politico.

Sintetizzando al massimo, oggi il frontaliere licenziato riceve la Naspi, una cifra rapportata alla retribuzione degli ultimi quattro anni. Essa sarà pari al 75% della retribuzione se questa non supera i 1.195 euro lordi mensili, mentre se superiore si aggiungerà il 25% del differenziale fino a un massimo di 1.300 euro lordi mensili. Dal quinto mese di fruizione, la Naspi subirà una riduzione del 3% al mese. L’indennità viene corrisposta mensilmente per diciotto mesi, visto che nel 2017 ne sono stati tagliati sei rispetto alla situazione precedente.

Forse però il sistema potrebbe cambiare. Il governo svizzero sta seguendo con attenzione la questione attualmente sul tavolo dell’Unione europea e sta valutando le eventuali conseguenze per la Svizzera.

Lo si legge nella risposta a un’interpellanza presentata dal parlamentare della Lega dei Ticinesi Lorenzo Quadri, secondo cui «la nuova versione» comunitaria avrebbe conseguenze pesanti per la Svizzera e in prima linea per il Ticino. Il deputato si riferisce a una nuova normativa europea, in base alla quale a pagare la disoccupazione dei frontalieri dovrebbe essere lo Stato in cui il frontaliere ha lavorato l’ultimo anno, e non più, come ora, quello di residenza. Nel sistema odierno, in cambio la Svizzera versa ai Paesi di residenza dei frontalieri un indennizzo pari a tre mesi di disoccupazione per chi ha lavorato meno di un anno o a cinque mesi per chi ha lavorato di più.

Nella sua risposta, il governo afferma di seguire con attenzione la situazione. Al momento la nuova normativa – proposta il 13 dicembre 2016 dalla Commissione europea – deve ancora passare al vaglio del Consiglio e del Parlamento europei. «Attualmente, dunque, non è possibile sapere se il progetto sarà effettivamente adottato nella sua versione attuale, né quando», sottolinea il Consiglio federale.

Visto quanto successo in passato, con un fondo per la disoccupazione dei frontalieri dell’Inps, contenente milioni di euro, svanito nel nulla nei calderoni dei palazzi romani, la Svizzera potrebbe dare maggiori garanzie ai lavoratori italiani. D’altro canto, chiaramente, dal Canton Ticino faranno di tutto per evitare un inasprimento dei costi proprio sul tema dei frontalieri, l’argomento più caldo a livello politico.