«AI da sperimentare ma va conosciuta e governata»

Chi la istruisce? Come possiamo affrontare il rischio disinformazione? Quali cambiamenti porterà?

L’intelligenza artificiale può essere utile per aiutare le aziende varesine a crescere? Può diventare uno strumento di sviluppo, da impiegare anche per migliorare la qualità della vita delle persone, ad esempio conciliando in modo più efficace la dimensione lavorativa e quella familiare?

Sono interrogativi che anche anche il mondo economico varesino si pone e che Camera di commercio ha messo al centro delle proprie iniziative. Tanto più che, anche in provincia, non mancano le aziende che hanno già iniziato a sperimentare l’uso dell’intelligenza artificiale nella gestione e organizzazione delle attività.

«Io credo che l’intelligenza artificiale sia uno strumento da conoscere e coltivare in maniera adeguata, altrimenti rischiamo di ritrovarci in uno tsunami ingovernabile con relative ripercussioni per tutti, come accaduto con i social – spiega Mauro Vitiello, presidente della Camera di commercio di Varese -, è chiaro che può portare benefici e aiutare tutti nello sviluppo delle attività, ma va governata».

Vitiello sottolinea un aspetto decisivo, che la differenzia dall’uomo. «Ni quando prendiamo decisioni – continua – nonci basiamo esclusivamente sulla nostra intelligenza. Mettiamo sempre in campo anche la coscienza e le conoscenze acquisite nel tempo. L’AI è una macchina che ci dà soluzioni in tempi rapidissimi. Ma lo fa perchè qualcuno l’ha istruita. Qui si pone un primo problema: chi trasferisce i concetti alla macchina?».

Fascino e paura, insomma, per uno strumento che non può sfuggire di mano. «E chiaro che anche nelle nostre aziende si sta sperimentando – prosegue Vitiello – ed è giusto così perchè siamo chiamati a migliorarci e a seguire le evoluzioni della tecnologia. Ma invece che parlarne solo in termini di eventuali pericoli, cambiamo prospettiva e diciamo come usarla al meglio». Secondo Vitiello questo deve essere il punto di partenza per poter poi trasformare la tecnologia in benefici per il territorio. «Faccio un esempio – spiega il presidente di Camera di commercio – l’intelligenza artificiale potrebbe consentirci, grazie a velocità e riorganizzazione, di lavorare tutti meno ore. Siamo preparati a questa rivoluzione o continuiamo, come accade ora, a proseguire nella rincorsa a chi lavora di più?».

La verità è che secondo il presidente di Camera di commercio, quella della AI è una partita grossa e importante anche sul fronte educativo e della formazione.

«Deve essere portata sui tavoli di scuola – dice – perché nasceranno nuove professioni e anche perché bisogna essere in grado di distinguere verità e false informazioni. Il rischio della disinformazione a ogni livello è dietro l’angolo. Quello che l’AI ci dice non può essere preso come oro colato».

Un esempio? Se si chiede all’AI chi è il manager, risponde mostrando la figura di tre uomini bianchi. Una visione decisamente parziale e lontana dalle evoluzioni della realtà.

Quindi, se, come dice Vitiello, «ci svuole un patentino per guidare un drone», è tempo di pensare a una formazione e conoscenza adeguate anche per l’intelligenza artificiale, anche se si tratta di uno strumento ancora in totale evoluzione.

Come si vede le implicazioni sono molteplici e non solo di natura economica.

Ecco perché «mi piacerebbe affrontare il tema anche con filosofi e sociologi – conclude Vitiello – Credo che potrebbe essere uno step importante proprio come iniziativa di Camera di commercio».