AgustaWestland e Aermacchi «Il territorio faccia qualcosa»

Serve fare squadra ed è un appello all’unità di intenti quello che la Fim Cisl dei Laghi lancia al territorio, ai sindaci, ai parlamentari del Varesotto che siedono a Roma, al distretto aerospaziale. A tutti. Ne va del futuro d’impresa e occupazionale di Finmeccanica divisione Elicotteri e divisione Velivoli, ossia AgustaWestland e Alenia Aermacchi che, nella provincia di Varese, danno lavoro, rispettivamente, a circa 6.000 e 1.800 persone, senza contare un indotto di 10.000 occupati. Perché ci sarebbe da preoccuparsi? «Molti velivoli fermi» «Secondo le stime del Wall Street Journal, supportate dalle analisi di Finmeccanica AgustaWestland, un quinto dei 1.900 elicotteri attualmente impegnati nel settore offshore internazionale sarebbero fermi a terra o continuerebbero ad operare con entità sottodimensionate, quindi in perdita», riporta Paolo Carini, segretario Fim Cisl dei Laghi. «Era Group, uno dei più grandi operatori offshore del Golfo del Messico, ha annunciato di essere pronta a tagliare o rinviare quasi tre quarti dei suoi ordini di nuovi elicotteri, inclusi gli accordi con Sikorsky e Finmeccanica divisione Elicotteri». C’è, dunque, poco da stare tranquilli circa le commesse dell’azienda elicotteristica che ha cuore e braccia a Cascina Costa di Samarate e a Vergiate. La stessa crisi dell’indotto si è già fatta sentire con 12 esuberi su 50 lavoratori alla Mag che, dentro lo stabilimento AgustaWestland di Vergiate, fa gli “interiors” per gli elicotteri «60 in ordine quest’anno, contro i 160 del 2009», appunta Carini. Mentre alla Helitech di Gallarate, dopo la riduzione di stipendio dell’anno scorso, un terzo dei 60 dipendenti è in cassa integrazione ordinaria. «Serve un segno di vita» «La preoccupazione del sindacato è alta. La crisi dell’offshore suona un campanello d’allarme che non possiamo non ascoltare – afferma Paolo Carini – Anche in Alenia Aermacchi, a Venegono, si stanno concludendo le consegne dell’M-346. Chi si pone il problema della fine che farà l’aeronautica in provincia di Varese?». Su questo interrogativo, il sindacato scuote la politica. «Non bastano consigli comunali sulla difesa del brand (il più recente a Samarate, ndr). Non è il brand la questione da affrontare, piuttosto vanno letti i segnali di una crisi profonda e bisognerebbe fare quadrato per difendere aziende, occupazione e ricchezza nel territorio», commenta il segretario Fim dei Laghi. «In altre parti d’Italia si stanno muovendo in qualche modo; qui, invece, tutto tace. Cosa sta facendo la Regione per il settore aeronautico? Bisogna aprire una riflessione seria e profonda». L’appello è all’unità di intenti del territorio e a «un segno di vita da parte del cluster aerospazio», chiude il sindacalista