Agosto in ripresa a Malpensa ma resta l’incertezza sul futuro

La Prealpina - 31/08/2020

Agosto in ripresa a Malpensa, superati i 91mila passeggeri nel fine settimana, l’ultimo dell’esodo estivo. Adesso l’incognita è legata all’andamento di settembre e i prossimi mesi, almeno fino al 2021. Impossibile fare ogni tipo di previsione.

 

Secondo i dati forniti da Sea anche questo ultimo weekend di agosto ha confermato un flusso di passeggeri di 91.300 passeggeri. Basti pensare che lo scorso anno ad agosto, fra l’operazione Bridge e l’implementazione di Malpensa si erano toccati i 140mila passeggeri al giorno. Numeri che si attestano in linea con le previsioni annunciate dal gestore dell’aeroporto Sea, alla luce del fatto che il turismo è (quasi) bloccato: basti pensare che Stati Uniti, America Latina ma anche India, Maldive, Bali e tutto il sud est asiatico meta delle di molti italiani, sono chiusi alle vacanze. Anche tutto il settore delle fiere è bloccato e gli spostamenti sono ridotti. Le incognite sul futuro legato ai collegamenti si ripercuotono sul traffico aereo.

 

Resta massima l’attenzione sui passeggeri di ritorno da Grecia, Barcellona, Malta e Croazia: alle partenza i pannelli rammentano ai passeggeri che al loro rientro dovranno eseguire i test molecolari. Si può fare una scansione del QR Code con lo smartphone in modo da prenotare per il rientro dai soggiorni all’esterno.

Al momento l’area 10 degli arrivi al Terminal 1 è stata liberata e c’è una sola zona nel parcheggio dipendenti davanti all’ingresso 1 dove vengono eseguiti i tamponi, almeno 1.800 al giorno. A giovedì scorso erano stati effettuati 12.200 tamponi. La media di attesa per ricevere i risultati dei test è di 48 ore, massimo 72 ore anche se chi è positivo viene allertato immediatamente. Probabilmente con il termine delle vacanze estive, ci sarà minore necessità di effettuare i tamponi. Ieri anche i medici e infermieri hanno giudicato la situazione gestibile, a ondate a seconda dell’arrivo dei passeggeri, senza che però ci fossero intoppi o problemi.

L’unica piccola lamentela era legata al freddo patito ieri mattina all’interno delle tensostrutture all’aperto.

 

Ancora nessun controllo sui mezzi di trasporto su ruota e soprattutto senza nessun tipo di distanziamento fra i passeggeri. Anche ieri mattina i passeggeri del Terravision diretto a Milano delle 12 hanno viaggiato come se la pandemia mai ci fosse stata. E sono lontani i tempi dei parcheggi pieni. Al momento alcuni parcheggi sono ancora chiusi, alcuni solo su prenotazione. Un esempio che si nota anche già arrivando allo scalo, dove sui pannelli elettronici sono segnalati i posti disponibili. Il parcheggio P6 è rimasto chiuso, non è stato riaperto dopo il confinamento. Resta invece immutata un’abitudine tutta locale: fermarsi in sosta alla rotatoria di uscita dalla 336 e all’ingresso del Terminal 1 e, ancora, parcheggiare le auto in seconda e terza fila occupando una corsia agli arrivi per sfruttare i 10 minuti gratuiti ma creando ingorghi.

Taxi – Abusivi e pochi clienti«Così ci fanno morire»

Lavorare senza guadagnare. Ormai la media si è attestata a due giorni su sette senza incassi. Ai tassisti sta accadendo di passare tutto il turno senza incassare neppure un euro, lavorando in passivo, mentre gli abusivi proliferano e spuntano come funghi. Monta il malcontento fra i tassisti di Malpensa, in colonna al Terminal 1 che ieri mattina hanno lanciato il loro grido d’allarme e di disperazione. «Sapete cosa vuol dire passare ore e ore incolonnati aspettando il proprio turno ma non riuscire a caricare neppure un passeggero? Vuol dire non lavorare», lo raccontano con voce grave Luigi e Maurizio. Luigi è alla guida di una Audi che ha iniziato a lavorare da poco tempo mentre il collega da oltre vent’anni fa il tassista. Si uniscono i colleghi che confermano la situazione drammatica: «Nessuno si occupa dei tassisti, siamo gli ultimi. Ma le tasse le paghiamo: nel vicino Piemonte la Regione ha dato accesso ai soldi a fondo perso, così come a Napoli. In Lombardia nessuno ha fatto niente, ci stanno facendo morire». Spiegano poi: «Luglio e agosto hanno visto Malpensa ripopolarsi ed è stato bello. A noi però non è andata bene perché abbiamo fatto tratte brevi nella migliore delle ipotesi. Mancano tutti i clienti business: i prossimi mesi saranno i peggiori perché hanno già annunciato che non ci saranno le fiere a Milano. E poi abbiamo una concorrenza sleale che ci affossa ancora di più. Un esempio? Adesso ci sono i cinesi che portano i clienti a Parma per 100 euro, certo non pagano le tasse». E sulla pandemia, spiega Luigi: «Io ho installato un pannello omologato in plexiglass per la sicurezza mia e dei clienti. A ogni corsa disinfetto l’auto. Mentre una volta alla settimana porto l’auto a sanificare. Il tutto per un costo ulteriore di circa 150 euro al mese che ovviamente paghiamo noi».

Ma è la piaga degli abusivi che i tassisti di Malpensa non digeriscono: «Ci vuole un controllo costante per tutelare tutti, solo le forze dell’ordine possono intervenire. Sarebbe necessario un presidio fisso per allontanarli». Conclude Maurizio: «Ho vissuto tutte le crisi, dalla Sars alle Torri Gemelle. Ora dobbiamo solo sperare nelle cure, altrimenti non so come andremo avanti».