Agli investitori stranieri piace il nostro lago

Cosa accadrà tra sei anni lungo la sponda lombarda, vale a dire varesina, del Lago Maggiore?

Nessuno ha la sfera di cristallo, ma è certo che chi si occupa di crescita e sviluppo della provincia sarebbe ben felice di poter immaginare nuovi alberghi e strutture ricettive, collegamenti veloci tra il Nord e il Sud della provincia proprio lungo le località lacustri, turisti italiani e stranieri ammirati dalle bellezze della natura. Il tutto con un indotto che, tra ristorazione, commercio e servizi, non potrebbe che sorridere. E le amministrazioni locali che, guardando ai propri piani urbanistici, vedrebbero aree dismesse che riprendono vita.

Un sogno? Guardando alle lungaggini burocratiche italiane e alle croniche difficoltà nell’ottenere in tempi ragionevoli autorizzazioni e via libera, verrebbe da dire di sì.

Eppure c’è chi vuole trasformare il sogno in realtà. E sta già lavorando per questo. È la società Grand Luino che, proprio oggi, a Palazzo Verbania, presenterà il proprio progetto di innovazione turistica per l’intero territorio.

Investitori stranieri

«Sono anni che siamo al lavoro per il “Lago Maggiore 2030” – spiega Luca Sartorio, founder e Ceo del gruppo Grand Luino – Si tratta di un ambizioso progetto pubblico-privato di rigenerazione territoriale e di sviluppo turistico incentrato sulla riscoperta del sistema delle idrovie e sulla riqualificazione della costa lombarda in cui si trovano porzioni di territorio oggi abbandonate ma ricche di potenzialità».

L’idea è precisa: riqualificare aree dismesse, portare a compimento cantieri rimasti a metà e attrarre turismo.

E ha già convinto diversi investitori, tutti stranieri. «Abbiamo attirato attenzione – spiega il Ceo – e le risposte da parte di investitori stranieri abbondano, probabilmente perché vogliamo portare qui un modello che proprio all’estero funziona già molto bene». Un elemento non di poco conto l’attenzione da parte di investitori dal mondo: significa che le basi gettate in questi anni sul fronte dello sviluppo turistico portano frutti. Del resto lo dimostrano i dati relativi alle presenze di viaggiatori del 2023, con un vero e proprio boom del lago e il gran ritorno, ad esempio, degli americani.

Pubblico e privato

«Un’operazione del genere – sottolinea Sartorio – necessita ovviamente della cooperazione tra pubblico e privato. Ed è proprio questo l’anello debole, il coordinamento tra pubblico e privato. Noi abbiamo aperto un dialogo decisamente positivo con il governo e con la Regione. Qualche difficoltà in più invece nei comuni, perché non son attrezzati per affrontare un progetto di questo tipo, che, ricordiamolo, non va ad aumentare il consumo di suolo ma rigenera aree depresse».

Gli elementi chiave

Il progetto prevede, a Luino, la realizzazione di un resort del benessere con hotel a 5 stelle, oltre al completamento del porto con proposta di project financing all’autorità di bacino lacuale. A Portovaltravaglia si prevede la rigenerazione di un’azienda agricola con maneggio e campo da golf. Germignaga avrà un nuovo glamping panoramico e Brezzo di Bedero vedrà la costruzione di un eco-village.

Il convegno

Tutti i dettagli saranno illustrati oggi proprio a palazzi Verbania di Luino al convegno “350 anni di storia turistica”. In mattinata è prevista una tavola rotonda sul ruolo strategico delle idrovie per lo sviluppo del Lago maggiore. Nel pomeriggio, invece, tre focus approfondiranno il progetto messo in essere, dal punto di vista storico culturale, urbanistico e del diritto.