Aeroporto blindato: c’è il G7 Controlli intensificati ai varchi

- 11/05/2017

È un salto indietro di ventisette anni, quando l’Italia aderì agli accordi di Schengen siglati cinque anni prima tra Francia, Germania, Belgio, Paesi Bassi e Lussemburgo. Per la terza volta dal 1990 a oggi vengono ripristinati i controlli alle frontiere interne, dalla mezzanotte di ieri fino al 30 maggio. Così ha stabilito il ministero degli Interni in vista del G7 che si terrà a Taormina il 26 e 27 maggio. L’attenzione è altissima, è evidente, così come il rischio che l’Italia possa diventare teatro di qualche attentato terroristico. Per questo motivo il Viminale ha deciso di intensificare i controlli dei documenti dei viaggiatori in transito nelle stazioni, nei porti e negli aeroporti. Malpensa inclusa, naturalmente. I maggiori controlli riguarderanno soprattutto le persone che entrano in Italia, non quelle che escono dai confini nazionali. Ciononostante la Sea, società di gestione degli scali milanesi, «raccomanda ai passeggeri in partenza di arrivare in aeroporto con congruo anticipo, in quanto le attese per i controlli di frontiera potrebbero prolungarsi, e di presentarsi col proprio documento di identità in corso di validità».

La sospensione del trattato che prevede la libera circolazione delle persone tra gli Stati che lo hanno sottoscritto, provocherà dunque maggiori disagi anche per chi proviene dai Paesi del cosiddetto Spazio Schengen, ovvero tutti gli Stati membri dell’Unione Europea più Islanda, Norvegia, Svizzera e Liechtenstein. Per gli aeroporti ciò significa che, una volta atterrati, dovranno passare davanti agli sportelli della polizia di frontiera anche tutti i viaggiatori provenienti da Parigi, Berlino, Madrid o Atene. Una coda in più, dunque, che inevitabilmente allungherà il tempo che intercorre dall’arrivo in pista fino all’uscita dal terminal, nonostante si stiano tentando dei correttivi per velocizzare le procedure. Scrive infatti Enac: «Al fine di consentire agli uffici di polizia di frontiera di dare attuazione alle misure relative all’esecuzione del decreto ministeriale, le compagnie aeree che opereranno sugli aeroporti nazionali sono invitate a inviare i dati Api (Advance Passenger Information) relativi ai passeggeri in arrivo/partenza sia da/per rotte extraSchengen sia da/per rotte intra Schengen come da istruzioni operative».

Ieri, primo giorno effettivo della sospensione di Schengen, in aeroporto non si sono notati gli effetti. E’ sembrata una giornata come tutte le altre, ma il gestore si aspetta comunque situazioni problematiche e per questo ha attivato qualche facilitatore per indirizzare i passeggeri verso le postazioni mobili disposte dalla polizia, costretta comunque a dover fare i conti con il numero degli agenti che ha a disposizione nonostante la mole di lavoro per le prossime tre settimane è destinata ad aumentare esponenzialmente.

La sospensione di Schengen, recita il trattato firmato nella piccola località del Lussemburgo che porta il nome dello storico accordo verso l’integrazione europea, può avvenire soltanto per un limitato periodo di tempo e per specifici motivi. E’ un fatto raro, ma non unico. Per l’Italia è la terza volta: i precedenti risalgono al G8 di Genova nel 2001 e all’Aquila nel 2009.