Aeronautica, l’Italia ora si dia una mossa

«Tecnologia, industria e capitale umano da soli non bastano per far si che l’aeronautica torni a volare alto. Serve un intervento concreto e massiccio da parte della politica». I sindacati varesini lo ripetono da tempo e ora i diretti interessati, ovvero gli esponenti del mondo politico, se ne assumono tutta la responsabilità, ci mettono la faccia e prendono impegni. Lo hanno fatto ieri, invitati dalla Fim Cisl dei Laghi a discutere di politica industriale e, nello specifico, di aeronautica, il fiore all’occhiello della provincia di Varese. Lara Comi, (Forza Italia), Giancarlo Giorgetti (Lega), Alessandro Alfieri (Partito Democratico) e Stefano Bianco (Movimento 5 Stelle) si sono seduti al tavolo con Michele Zanocco, segretario nazionale Fim Cisl e Adria Bartolich, segretaria generale Cisl dei Laghi, per mettere sul piatto idee, proposte concrete e strategie.

Il risultato? Lo ha riassunto bene Lara Comi. «Per avere dei risultati, l’Italia deve darsi una svegliata», ha detto l’eurodeputata di Forza Italia. E il riferimento non è alle persone che ogni giorno vanno in fabbrica, quanto piuttosto a chi siede in parlamento, nei ministeri, ha incarichi che contano anche a livello internazionale. Basta guardare a come si muovono i francesi per capire che il Belpaese è indietro. «Io ho ricevuto delegazioni francesi e tedesche – ha raccontato Comi – ma ho dovuto rincorrere l’Italia, i funzionari dei ministeri e anche Leonardo. A noi non manca il Know How, manca il lavoro di squadra». Non ci si sa muovere, insomma. Oppure non si è in grado di mettere nero su bianco dei progetti che possano ottenere finanziamenti comunitari. «Questo è un settore che sta in piedi e cresce se c’è un triangolo equilibrato tra politica industriale, estera e di Difesa – ha ribadito Giorgetti – se manca questo equilibrio i risultati non arrivano». Esattamente come accaduto in questi ultimi anni in picchiata.

«Negli ultimi anni è mancata la consapevolezza delle reali potenzialità di Leonardo e delle caratteristiche del mercato in cui opera – ha sottolineato Michele Zanocco – . Bisogna separare tecnologia e prodotti, perchè noi non possiamo fare prodotti per comprarceli. Ciò che serve sono indicazioni precise e a richiederle sono innanzitutto i lavoratori, ben consapevoli delle difficoltà del momento». Così come il sindacato è altrettanto consapevole che, per mantenere la professionalità che si è costruita in questi anni, «è necessario un percorso di formazione in cui non si abbia paura di sporcarsi le mani in fabbrica, attraverso l’alternanza scuola lavoro», ha ricordato Bartolich.

Insomma, chi siederà a Roma dal prossimo 5 marzo ha davanti a sè una vera e propria sfida per l’economia del Paese. «Dobbiamo ricordarci – ha ribadito Alessandro Alfieri – che il nostro vantaggio competitivo non si misura sui costi ma sul capitale umano. A cui va aggiunta una armonizzazione delle regole per poter competere a pari condizioni con i nostri avversari. Questa è una battaglia territoriale che va portata avanti in squadra, con maturità, indipendentemente dall’appartenenza politica». Al lavoro insieme, dunque, anche con il Movimento 5 Stelle «pronti a sostenere l’industria di qualità come l’aereonautica nata e cresciuta qui». Una strada nuova, insomma: i primi passi sono promettenti.

Gli elicotteri Leonardo a Las Vegas

Parte anche dallo stabilimento di Filadelfia la missione che Leonardo elicotteri porta al salone Heli-Expo 2018 di Las Vegas, da oggi al 2 marzo. E’ il più grande salone elicotteristico al mondo dove Leonardo, che considera e tratta quello degli Usa come un mercato di fatto domestico, va ad illustrare «il meglio di ciò che il mercato Usa e globale cerca: elicotteri moderni, con la tecnologia più aggiornata».