Aeronautica Le Pmi ora lavorino al decollo negli Usa

Sono l’ossatura del distretto aerospaziale lombardo e hanno contribuito in gran parte proprio alla sua nascita, grazie a know how e professionalità, costruita in decenni di storia dell’industria con le ali. Ma ora le piccole e medie imprese aeronautiche varesine sono ferme in pista e per tornare a volare alto, sono chiamate a rimboccarsi le maniche e a cercare nuovo carburante. Ovvero nuovi mercati, in primis quello americano. Non possono più aspettare. Il suggerimento viene da Massimo Pugnali, già manager AgustaWestland e Finmeccanica e ora titolare della Mxpaerospace, che collabora con il Cluster Aerospaziale proprio per dare una spinta alle piccole del settore.

«Le Pmi aeronautiche varesine – spiega – che sono nate e cresciute soprattutto grazie alla presenza sul territorio dei grandi player dell’universo Finmeccanica, non possono più permettersi di aspettare le decisioni e le strategie di quella che oggi è Leonardo. O, per lo meno, devono muoversi durante questa attesa e devono aprirsi al mercato. Per troppo tempo si sono cullate nell’orbita Finmeccanica e oggi, che la stessa Leonardo suggerisce loro di essere autonome, sono chiamate a reagire». Una via di sbocco e di crescita è senza dubbio rappresentata dal mercato americano. «Negli Stati Uniti – continua Pugnali – il mercato è in crescita. Non solo. I fornitori americani delle grandi aziende, spesso hanno costi fissi difficili da far calare. Qui possono entrare in gioco le nostre aziende, di fronte a potenziali clienti che necessitano una riduzione di costi. Certo, devono farsi conoscere e devono anche fare un salto culturale, nella direzione della collaborazione reciproca. Oggi o si collabora o c’è il rischio serio di morire. Non si può più andare l’uno contro l’altro armati o rimanere ancorati soltanto a se stessi». E le Pmi che hanno deciso di seguire la via americana ottengono i primi risultati. Sono stati firmati dei contratti di fornitura e ci sono altri contatti avanzati, tenendo ben presente che i tempi dell’aeronautica sono lunghi. Una cosa è certa, però. in Italia il settore è in difficoltà. «E’ chiaro che le pmi subiscono l’impasse del settore – continua il manager – Il mercato degli elicotteri è crollato a causa della crisi dell’oil&gas che ha tagliato gli investimenti. Il nostro Paese, da parte sua, non ha le risorse adeguate per l’acquisto di prodotti in gran quantità, sia ad ala fissa che rotante. E quello che dovrebbe essere il nostro grande player internazionale, vale a dire Leonardo, ha fatto qualche passo indietro e non è riuscito ad ottenere gli stessi risultati del passato. Negli ultimi anni ci si è concentrati sulla riduzione dei costi e sul miglioramento dell’esposizione finanziaria. Ma è venuta meno una operazione di rilancio sui mercati esteri. E’ come se si fosse inceppato qualcosa nel sistema Italia e si fatica a conquistare nuove fette di mercato». Si può uscire da questa crisi? «Si, anche se le soluzioni sono a lungo termine. E’ un percorso lungo in cui industria e politica sono chiamate ad intrecciarsi e in cui è necessario muoversi in modo scaltro su tutti i tavoli, soprattutto internazionali», conclude Pugnali.