Aermacchi: Top Gun a lezione sugli M-346

La Prealpina - 11/09/2017

Quando il primo M-346 uscì dagli hangar di Alenia-Aermacchi a Venegono, i vertici dell’azienda dichiararono subito e con ferma convinzione che quell’aereo aveva tutte le potenzialità e le caratteristiche tecnologiche innovative per diventare l’addestratore numero uno per i piloti di tutto il mondo. Ora, a distanza di poco meno di una decina d’anni, quella profezia sta diventando realtà. Sì perché oltre ad aver destato l’attenzione di governi e ministeri della Difesa a livello mondiale, in questi giorni piloti europei ed americani stanno prendendo lezioni proprio alla cloche di quello che oggi ( con i progressivi aggiornamenti tecnologici) è diventato il T-346A. E lo fanno proprio qui in Italia, al 61° stormo dell’Aeronautica Militare. A Galatina (Lecce) per la prima volta insieme ci sono piloti di cinque nazioni diverse: Austria, Francia, Italia, Spagna e Stati Uniti. Partecipano tutti al corso denominato Lead-In to Fighter Training Instructor Pilot (L.I.P.), propedeutico a svolgere la funzione di istruttore di volo per la fase IV dell’addestramento al volo; chi lo terminerà, potrà quindi insegnare ad altri piloti militari a volare sul T-346A. Il corso, il cui termine è previsto per giugno 2018, si articola in circa 160 eventi di cui un’ottantina sono effettuati sugli avanzatissimi simulatori che fanno parte dell’Its

(Integrated Training System), il complesso sistema integrato di addestramento, realizzato da Leonardo.

Insomma, la carta vincente per i velivoli made in Varese, sono proprio le grandi prestazioni e l’avanzato livello tecnologico. Un biglietto da visita che, una volta toccato con mano, mostra dal vivo tutte le sue potenzialità. Ottime performance per i piloti, ma anche ottime occasioni per la produzione varesina, oggi firmata Leonardo Divisione Velivoli ma che conta sulle professionalità nate e cresciute nel cuore del Varesotto. Va detto che in questi anni l’M-346 è riuscito a conquistare l’Aeronautica di diversi Paesi. I velivoli varesini sono stati scelti da Italia, Israele, Polonia e Singapore per un totale di 68 macchine ordinate. Un buon risultato che deve però essere ulteriormente migliorato. E si lavora con questo obiettivo: lo si fa a Venegono, ma anche a Roma, tra palazzi del potere e diplomazia, perché si sa che in aeronautica il ruolo del governo è fondamentale. Ora all’orizzonte c’è la gara della vita per la Divisione Velivoli di Leonardo, ovvero quella americana. Gli Stati Uniti devono rinnovare la propria flotta di addestratori: si parla di 300 macchine. Per Alenia-Aermacchi sarebbe la svolta sulla strada della crescita, dello sviluppo e dell’occupazione. È una partita delicata che richiede la massima attenzione e che porta con sé una serie di incognite, in primis la posizione del presidente Trump in materia. Non resta che attendere, fiduciosi.