Aerei sempre più pieni. Lo dice il Censis

La Prealpina -

Saranno 311milioni i passeggeri aerei in Italia nel 2035. Si tratta di un sostanziale raddoppio rispetto ai volumi attuali quello che avverrà nei prossimi vent’anni, secondo la ricerca presentata ieri dal Censis per conto di Assaeroporti, l’associazione italiana dei gestori di aeroporti che rappresenta 34 società per 43 scali. Sono previsioni ancora più ottimistiche rispetto a quelle contenute nel Masterplan di Malpensa che stima un incremento di passeggeri in brughiera dagli attuali 19 milioni ai 23,2 nel 2020, 28 nel 2025 fino a raggiungere quota 32,5 nel 2030.

La crescita stimata nei prossimi vent’anni ricalca senza troppi correttivi esponenziali quanto già avvenuto negli ultimi dieci anni, sebbene siano stati periodi difficili e di grande crisi. Dal 2007 a oggi infatti il trasporto aereo in Italia è aumentato del 21,8 per cento. Nel 2016 il traffico negli scali nazionali ha superato i 164 milioni di passeggeri, la crescita nell’ultimo lustro è stata dell’11,1 per cento e soltanto nell’ultimo anno del 4,6.

Questa tendenza secondo il Censis si consoliderà in futuro. Secondo una stima basata sui tassi di crescita previsti per il traffico mondiale (Iata), nel 2035 il numero di passeggeri in Italia arriverà a 311 milioni. E anche proiettando in avanti l’andamento registrato a livello nazionale nell’ultimo decennio, si avrebbero comunque 289 milioni di passeggeri. Per il ministro dei Trasporti, Graziano Delrio, «c’è fame di Italia nel mondo ed è importante che il Paese si faccia trovare pronto con le sue reti aeroportuali regionali di fronte alla nuova domanda di traffico che arriva dalle nuove classi medie dei Paesi emergenti». Tra i nodi da risolvere c’è senza dubbio quello dei piccoli aeroporti, troppi secondo il rappresentante del governo che, ha sottolineato, quando era sindaco di Reggio Emilia ha avuto il coraggio di decretare la chiusura del suo piccolo aeroporto cittadino. «Abbiamo 112 scali, di cui 38 di interesse nazionale. Ognuno si è fatto il proprio aeroporto e spesso gli interessi localistici hanno impedito di fare rete». La relazione Censis parla infatti di sistema nazionale policentrico, dove i gate intercontinentali di Fiumicino, Malpensa e Venezia intercettano da soli soltanto il 43 per cento del traffico passeggeri, mentre sette aeroporti di medie dimensioni, con più di 5 milioni di passeggeri all’anno, ne movimentano il 33. Completano il quadro i 32 aeroporti con meno di 5 milioni di passeggeri, con una quota sul totale del 24 per cento. Tra questi ci sono poi i microscali da meno di due milioni di passeggeri che nell’ultimo quinquennio hanno perso complessivamente il 14,7 per cento del loro traffico.