«Aerei elettrici nel 2024» Malpensa dà l‘esempio

Il trasporto aereo emette l’1,9% di tutta la CO2 prodotta dalle attività umane. Non sembra molto se si pensa che la quota immessa in atmosfera dall’uso delle auto, dei camion e delle moto è pari all’11,9%. Ma è comunque abbastanza, e con un’impennata importante dagli anni ‘80 in poi, la questione fa correre ai ripari chi gestisce aeroporti e che dirige compagnie aeree.

Le strategie che l’innovazione scientifica mette a disposizione per tamponare l’inquinamento prodotto dal traffico aereo sono molteplici e la progressiva introduzione dei carburanti bioderivati alternativi per l’aviazione, detti Saf (Sustainability Aviation Fuel), è una delle più significative.

Se ne è parlato ieri durante l’incontro Sostenibilità in azione per il futuro organizzato da DHL Express Italia che ha il suo principale hub italiano alla Cargo City dello scalo intercontinentale di Malpensa ed è stato il primo vettore all’aeroporto nella brughiera ad aver iniziato a testare i Saf sugli aerei della sua flotta.

«Le realtà più evolute e innovative prestano sempre maggiore attenzione all’impatto ambientale e sociale del proprio business e di quello dei loro clienti», ha detto Nazzarena Franco, ceo di DHL Express Italia. «Lo fanno a partire da obiettivi chiari e misurabili ma lo fanno, soprattutto, insieme. Perché è solo grazie alle sinergie tra aziende e istituzioni che il nostro sistema può affrontare con successo la sfida della transizione green e trovare soluzioni concrete e percorribili».

All’incontro hanno partecipato anche il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, il presidente della Lombardia, Attilio Fontana, il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, e l’amministratore delegato di Sea, la società che gestisce gli scali di Malpensa e Linate, Armando Brunini. «Sea è partita dal 2009 con un impegno concreto per rendere meno inquinante la sua attività», ha affermato Brunini. «Però ci siamo resi conto che non basta. Per arrivare a un risultato concreto lo sforzo va fatto in modo integrato, con la cooperazione del resto della filiera ma anche oltre. Come aeroporti ci siamo prefissati di raggiungere la neutralità, la net zero, entro il 2030, e non sarà così difficile, ma l’obiettivo per l’intera industria è arrivarci nel 2050 e c’è ancora molto da fare».

I Saf sono una risorsa, ma sono costosi e la loro produzione è ancora limitata. «Noi possiamo essere facilitatori e incoraggiare le compagnie aeree a usarli. E lo stiamo facendo ancora prima che entri in vigore la legge europea che renderà obbligatoria, in percentuale sempre crescente, la quota di Saf miscelati ai carburanti ordinari. Dal 2025, infatti, il 2% sarà il target che poi crescerà nel tempo.

Ma per ora i vettori che li richiedono sono ancora pochi, il prezzo è alto e la quantità disponile è contenuta», ha proseguito l’ad di Sea. «Per questo servono delle politiche di incentivazione e degli investimenti che facilitino la produzione e l’utilizzo dei Saf».

Nel frattempo le strategie per rendere Malpensa e il trasporto aereo sempre più green puntano anche sull’elettrico: DHL avrà entro il 2024 cinque aeromobili elettrici e Sea, per promuovere l’uso delle auto elettriche e ridurre così la quantità di macchina a benzina e a diesel che accedono allo scalo, ha in previsione l’istallazione di colonnine di ricarica. Insomma, si stanno mettendo in campo diverse strategie per la decarbonizzazione sia dello scalo sia del trasporto aereo.

E alla sostenibilità punta anche Attilio Fontana che rimarca il sostegno di Regione Lombardia nei confronti della visione e degli obiettivi di Sea e della filiera. «Sono dell’avviso che si debbano sostenere e sviluppare tutte le possibilità», ha affermato il presidente. «La scienza e la tecnologia ci stanno mettendo a disposizione molte soluzioni, alcune ancora con delle lacune altre più avanzate, ed è un bene perché questo ci permetterà di sostenere tutte le opportunità che avremo: dall’elettrico ai biocarburanti all’idrogeno». Insomma, logistica e aviazione civile possono diventare sempre più sostenibili se ci lavoreranno le aziende, la ricerca scientifica e l’impegno politico.

«Aeroporto già strategico» I messaggi sul Masterplan

La sostenibilità deve essere a tutto tondo. La pensa così il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, intervenuto all’evento sui carburanti sostenibili alternativi per l’aviazione, Saf.

«L’Europa ci chiede sostenibilità», ha affermato Giorgetti. «Ma questo concetto non deve essere soltanto ambientale, cosa che sta provocando un rigetto di tipo politico perché ormai è diventato retorica e ideologia, ma anche di natura sociale ed economica. Devono coesistere le tre esigenze senza la sopraffazione di visioni ideologiche. Solo così, mantenendosi freddi e oggettivi, e tenendo conto del futuro, e non solo del consenso immediato, si potrà crescere investendo e rischiando con lungimiranza. Perché la politica deve saper prendere decisioni e non essere chiacchiericcio e gossip».

Interrogato anche sul futuro dell’aerea cargo dello scalo intercontinentale nella brughiera e su un eventuale dpcm che farebbe diventare Malpensa opera di interesse strategico nazionale, il ministro ha sottolineato quanto l’aeroporto merci, il primo per traffico in Italia, sia già da considerarsi strategico per lo sviluppo e l’economia della nostra regione e del Paese intero. Argomento quello del Masterplan e della decisione della commissione tecnica del ministero dell’Ambiente di bocciare l’espansione fuori sedime della Cargo City che il ministro ha affrontato in più occasioni e che l’ha visto ribadire anche ieri quanto lo sviluppo di Malpensa sia determinante.

Quel “soft power” che apre le porte

Nazzarena Franco, amministratore delegato di DHL Express Italy, ieri mattina indossava un tailleur “total green”. Ben lungi da certe analisi armocromatiche tanto care ai rotocalchi femminili, la scelta di colore della top manager (forse voluta, forse casuale) sembra completare simbolicamente il quadro delle reazioni di questi giorni contro il «no» della Commissione tecnica del Ministero dell’Ambiente all’espansione fuori sedime della Cargo City.

Verde è il colore della sostenibilità, tema principale della tavola rotonda svoltasi nel quartier generale della società di trasporti aerei internazionali, ma anche quello della speranza. La speranza che le legittime aspettative di sviluppo economico di una Provincia e di una Regione possano, a un certo punto, andare di pari passo con la sostenibilità ambientale.

Seduta accanto al ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, la chief executive officer ieri non ha mai citato la parola “Masterplan” né ha ammonito Palazzo Chigi per l’amara sorpresa giunta da uno dei suoi dicasteri, però ha spalancato il libro degli investimenti: sullo strategico hub di Malpensa, dal quale viene servita la Lombardia e una parte consistente del territorio italiano, DHL Express Italy prevede infatti di investire 360 milioni di euro da qui al 2027 per un totale di oltre 800 milioni in otto anni.

Il concetto è: più si investe, più aumenta il business, più ha opportunità chi cerca lavoro. E poi, sulla scena irrompe quel «no» inaspettato. Uno choc. Eppure, la ceo Franco si è tenuta ben lontana dai riflettori della polemica politica anche nei giorni immediatamente successivi la bocciatura all’ampliamento dell’area cargo. Anche il convegno di ieri aveva un titolo tutt’altro che aggressivo: “Sostenibilità in azione per il futuro”.

Risultato? Uno dei ministri più importanti del Governo Meloni ha accettato l’invito da uno dei padroni di casa della Cargo City ed è stato accompagnato a vedere come si lavora da queste parti.

Al giudizio severo del governatore lombardo Attilio Fontana («Decisione grave nella forma e nel contenuto») e alla dura reazione di Confindustria Varese (il presidente Roberto Grassi: «Quando parliamo di assenza di una visione, di una mancanza di politica industriale, di una incapacità di saper interpretare lo sviluppo sostenibile, parliamo proprio di scelte miopi come quella di impedire l’espansione del Cargo di Malpensa») si aggiunge dunque il “soft power” della donna a capo del corriere aereo internazionale leader del mercato in Italia.

È chiaro che il parere negativo della Commissione tecnica a sfruttare altri 44 ettari di brughiera mette, in teoria e in pratica, un’ipoteca sui progetti in serbo sul territorio, ma è altrettanto chiaro il rispetto che i vertici di DHL Express hanno voluto manifestare nei confronti di chi quel parere lo ha firmato. Del resto, una delegittimazione dei tecnici ministeriali sarebbe inevitabilmente un assist alle ire degli ambientalisti.

Resta il dilemma di una sostenibilità pretesa dall’Unione europea ma costretta a fare i conti con la realtà, economica e sociale: «Come accade nei trapianti», ha esemplificato il ministro Giorgetti, «può avvenire il rigetto». Poco prima aveva citato le «sopraffazioni ideologiche» e «il tavolo che non sta in piedi» se mancano due gambe, senza cioè un concetto di sostenibilità «a tutto tondo»: «Noi in questo momento siamo in un momento di confusione normativa», ha sottolineato riferendosi ai sistemi nazionali ed europeo. Gli ha dato manforte il presidente di Regione Lombardia: «La sostenibilità è inevitabile ma a una condizione. Che metta al centro l’uomo. Va abbinata allo sviluppo. Non possiamo accettare una sostenibilità ideologica». Missione compiuta. DHL Express Italy ha recapitato il messaggio a chi di dovere.

Forse, per aprire le porte, esercitare un po’ di soft power (al femminile) potrebbe essere più conveniente che arrabbiarsi.