Addio all’ecomostro che oscura la Via Sacra «Si rilancia il turismo»

La Prealpina - 18/07/2017

La giunta di Davide Galimberti scrive la parola fine ad una vicenda che si protraeva ormai da anni. Sono infatti iniziati ieri mattina i lavori che permetteranno la rimozione definitiva del traliccio abusivo posto vicino al ristorante Montorfano, poco dopo la quattordicesima cappella.

Con questa operazione il Comune di Varese restituirà al Sacro Monte la sua importanza storica e artistica, senza che sia deturpato dall’enorme ecomostro che svettava lungo la Via Sacra che conduce al borgo. Lo smontaggio, che terminerà giovedì, era già stato approvato da una delibera di giunta nelle scorse settimane, finalizzata al ripristino delle condizioni paesaggistiche della montagna patrimonio dell’Unesco.

Una decisione resa possibile dal fatto che l’area sorge accanto a un immobile compreso nel parco regionale del Campo dei Fiori che ricade nei siti di interesse comunitario dell’Unesco, nonché in una zona soggetta a vincolo idrogeologico. Il Comune di Varese ha dunque deciso di provvedere d’ufficio alla rimozione e al “ripristino dello stato dei luoghi secondo norme di legge”, come si evidenzia nell’ordinanza.

Il traliccio, a supporto di un impianto radiofonico, è stato al centro per una decina d’anni di controversie giudiziarie. Dopo ricorsi al Tar e al Consiglio di Stato e ingiunzioni all’abbattimento mai portate a termine, il braccio di ferro è terminato con una presa di posizione da parte dell’amministrazione di centrosinistra.

Il ristorante Montorfano, sul cui terreno si trova la mastodontica “antenna”, è totalmente estraneo ai fatti, in quanto la responsabilità dell’abuso è di una società collegata a una radio privata su cui il Comune si potrà poi rivalere.

«Il rilancio turistico è tra i primi punti delle nostre linee di governo e non potevamo più rinviare nemmeno di un giorno i lavori per la rimozione di un traliccio abusivo che per troppi anni ha compromesso la visuale del Sacro Monte, meta ogni anno di tantissimi varesini e turisti», ha commentato l’assessore all’ambiente della Città Giardino Dino De Simone. «Abbiamo accelerato tutte le pratiche per ripristinare il bellissimo paesaggio della nostra montagna sacra, dimostrando ancora una volta l’attenzione di questa Giunta verso la tutela del nostro territorio», ha chiosato soddisfatto De Simone.

Una svolta che arriva proprio nei giorni in cui si sta svolgendo il festival Tra sacro e Sacro Monte, che ha visto la partecipazione di tanti varesini e non solo alle serate organizzate per l’occasione. Già da questo weekend tutti coloro i quali decideranno di presenziare ai prossimi eventi in programma potranno dunque godere della vista sulla via del Santuario finalmente libera dall’enorme traliccio in ferro.

Una situazione che, a distanza di quattro anni, si ripete. Nel 2013, infatti, era stata la giunta Fontana ad aver fatto rimuovere il megaripetitore radio che sorgeva all’interno dell’ex pizzeria alla prima cappella.

La lunga battaglia contro le antenne

 

«Un piano per eliminare le antenne selvagge al Sacro Monte e al Campo dei Fiori e rimuovere il bosco di tralicci che deturpa il paesaggio»: veniva definito così il progetto che Regione, Parco, Provincia, Comuni di Varese e Luvinate presentarono alla stampa il 15 ottobre 2010 nella sede di viale Belforte del Pirellino. I presenti, tra cui l’allora sindaco Attilio Fontana, non negarono le difficoltà di passare dalle parole ai fatti, ma si mostrarono fiduciosi: finalmente tutti gli enti interessati si erano trovati d’accordo attorno ad uno studio fattibile, sebbene glissarono sui tempi di esecuzione.

Si trattava comunque di un punto d’arrivo dopo decenni di proteste, progetti, attese, rinvii e anche di carte bollate tra enti pubblici e società private di comunicazioni. Nomi importanti legati ai colossi del settore. In mezzo, interessi di opposta specie: sanitari da una parte, economici dall’altra. Da anni il professor Salvatore Furia denunciava lo scempio. Da anni semplici cittadini in cerca di silenzio e pellegrini lungo la Via Sacra lanciavano grida d’allarme sugli effetti negativi delle radiazioni oltre che sulla deturpazione del paesaggio.

Da queste stesse colonne più volte vennero lanciati avvertimenti: una domenica pomeriggio l’inviato della Prealpina salì al Grand Hotel con una radiolina portatile che interruppe le trasmissioni passando sotto uno dei tralicci, segno evidente del forte campo magnetico che lo avvolgeva. Per tutto questo l’operazione “smaltimento antenne” iniziata ieri chiude un’epoca senza regole e ne apre un’altra che speriamo migliore. E che non deve finire qui. Gli impegni presi dalle parti sono precisi, messi nero su bianco: dopo il Montorfano tocca alla Decima Cappella e, dulcis in fundo, al Grand Hotel. Per il bene di tutti.