Addio ai salassi telefonici durante i viaggi all’estero Ma la Svizzera resta fuori

La Prealpina - 14/06/2017

Pubblicare una foto su Facebook mentre si è a mollo a Formentera, telefonare al miglior amico che lavora in ufficio mentre si sorseggia una birra con panorama sui castelli della Loira. Oppure inviare a mamma e papà un sms col menu di pesce del ristorantino sul mare di Mykonos. Da quest’anno costerà come se si fosse in Italia. Da domani, infatti, finirà l’era del roaming a pagamento. Chiamate, sms e navigazione internet costeranno all’estero come a casa, per chi viaggia nell’Unione europea. Finalmente, infatti, partirà la “rivoluzione digitale” spinta dai consumatori, dalla Commissione europea e dall’Europarlamento che ora, dopo anni di battaglie e ritardi, arriva finalmente a compimento. Fra ventiquattr’ore anche per le compagnie telefoniche mobili, l’Europa sarà unita.

Costerà allo stesso modo se si sarà in Italia oppure in uno qualsiasi dei ventotto Paesi dell’Ue, a cui si aggiungeranno a breve anche Norvegia, Liechtenstein e Islanda, in base al piano tariffario o al costo previsto dalla scheda prepagata. Insomma, prima delle vacanze non bisognerà più comprare il “pacchetto estero”, ma soltanto preparare la valigia e godersi il mare, la montagna o le città d’arte. Non ci sono limiti temporali, ma per evitare abusi come l’utilizzo di una sim straniera economica in modo permanente in un Paese dove i prezzi sono superiori, possono scattare controlli a partire almeno dal quarto mese in cui i consumi avvengono solo all’estero. Non si potrà, insomma, pagare una tariffa da quattro soldi della Romania, rimanendo, invece, in Italia. Per il Varesotto, però, c’è una differenza. All’interno del pacchetto “senza frontiere” non c’è la Svizzera. Quindi, appena ci approssimerà al confine di Gaggiolo, Ponte Tresa, Zenna o nei pressi della linea di confine, bisognerà prestare attenzione e, possibilmente, staccare il roaming e le connessioni dati con l’estero, per evitare eventuali sorprese e salassi in bolletta, oppure vedersi prosciugare la tessera ricaricabile. Ciò accade perché il telefonino continua a scaricare informazioni anche quando non è attivo, come ben si sa sulla frontiera italo-ticinese.

Nonostante la Brexit, inoltre, si pagherà come a casa anche nel Regno Unito. In quest’ultimo caso però, l’abbattimento dei costi può non essere definitivo: molto dipenderà dai negoziati per l’uscita definitiva del Paese, sui quali non ci sono tempi e modalità certe. Ma se si è programmata una vacanza a Londra, almeno per quest’estate, si potrà stare sereni, almeno da un punto di vista telefonico. Unico neo, ancora da valutare: in tutta Europa si potrà però non avere la stessa disponibilità di dati che si hanno dal divano di casa. Gli operatori possono applicare il cosiddetto “data cap” al traffico se si paga meno di 7,7 euro più iva per ogni gigabyte. Inoltre, non è detto che, a breve, gli operatori telefonici non decidano degli aumenti per “parare” il colpo dello stop al roaming. In ogni caso la fine del roaming fa parte di una strategia più ampia: nei prossimi sei mesi sparirà anche il geoblocking. Tradotto: è ciò che impedisce di guardare o ascoltare contenuti in streaming (per esempio su Netflix o Spotify) quando ci troviamo in un altro Paese Ue o di fare acquisti online, per esempio, sulla versione tedesca o francese di Amazon.