Addio ad Alitalia?«Niente più alibi»

La Prealpina - 09/01/2017

Mentre aumentano i segnali di lenta e graduale dismissione di Alitalia da Malpensa, il territorio continua a interrogarsi sul futuro possibile per lo scalo varesino (non solo dal primo febbraio non ci sarà più il volo su Roma, ma anche il Centro servizi per equipaggi e piloti risulta chiuso). Una cosa sembra certa: la strada è segnata, forse dal lontano 2008, anno del de-hubbing e dall’addio a Malpensa come base principale. E quindi bisogna partire da questo ragionamento senza più sconti. Per Angelo Senaldi, deputato del Partito democratico, «in questo modo finisce anche un grande alibi: ormai dobbiamo pensare che lo sviluppo del nostro aeroporto dovrà prescindere da Alitalia, per una scelta precisa del governo nel 2009. Per troppi anni sono state alimentate speranze infondate. È molto meglio per tutti immaginare fin da subito Malpensa senza Alitalia, visto che quest’ultima rappresenta già una parte minoritaria delle presenze».

Nessuna nostalgia, anche se le preoccupazioni non mancano, ma legate soprattutto alle ricadute occupazionali (in brughiera sono circa 250 i dipendenti “tricolore” e il loro destino non appare chiarissimo e sgombro da nubi).

«Di questo dobbiamo parlare, non tanto di Alitalia come motore di sviluppo dello scalo, ma piuttosto come problema che potrebbe generare degli esuberi – prosegue il deputato -. E di questo ovviamente si discuterà lunedì nel piano di ristrutturazione che sarà presentato al governo. Difficile entrare nel merito del piano industriale: resta una questione centrale il rapporto fra personale e voli, sbilanciato, sovrastimato, più che in ogni altro gruppo. E in particolare sull’asse romano. Alitalia è ormai a tutti gli effetti una compagnia privata, non più di bandiera. Buona cosa è che il decreto Delrio non abbia permesso le rotte intercontinentali a Linate, così da dare un futuro a Malpensa».

Qui secondo Senaldi si giocherà una partita importante: «La svolta arriverà quando le compagnie low cost, come avviene già in altri Paesi europei, decideranno di puntare anche qui sul lungo raggio e non solo sul medio. Malpensa a quel punto sarà l’unico scalo intercontinentale del Nord Italia capace di assicurare uno sviluppo di questo tipo. Sea prevede una crescita fino a 30 milioni di passeggeri. Le prospettive ci sono».

Intanto, appunto, il piano di ristrutturazione di Alitalia sta per arrivare sul tavolo del governo. L’appuntamento è per domani alle 11, quando il ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda farà gli onori di casa ospitando, a un lato del tavolo, i colleghi dei Trasporti Graziano Delrio e dell’Economia Pier Carlo Padoan, e all’altro i vertici della compagnia aerea, con in testa l’ad Cramer Ball, ma non il presidente Luca Cordero di Montezemolo, e il numero uno di Etihad James Hogan.