Acque più pulite

LAGO DI LUGANO Il 20 settembre vertice italo-svizzero

PORTO CERESIO – «La salute del lago di Lugano è in continuo miglioramento. Certo c’è ancora parecchia strada da percorrere per raggiungere una situazione ottimale e una balneabilità quanto più completa possibile. Attualmente sono già a buon punto di esecutività molti progetti avviati in questi ultimi anni, grazie all’impegno di tutti i partner coinvolti, per la realizzazione dei quali sono stati già accantonati ben quattro milioni di euro. Rimane solo da delineare un preciso piano d’intervento, ma siamo ormai molto vicini alla partenza». Il tanto atteso annuncio è dato dal presidente della Comunità Montana del Piambello Paolo Sartorio, neo-eletto ma non proprio “imberbe” in quanto a esperienza amministrativa e a campagne pro tutela del prezioso specchio transnazionale. «Per venerdì 20 settembre, presso la sede comunale di Porto Ceresio, è stato convocato il tavolo di lavoro italo-svizzero sul risanamento del Ceresio – specifica Sartorio -. Sarà un’occasione importante per fare il punto della situazione, presentando gli aggiornamenti sulle progettualità in essere, e per avviare a concretezza tali pianificazioni». Lo stato di salute delle acqua varesine del Ceresio, comunque, sarebbe già ora fondamentalmente buona. «La nostra visione positiva si base sui referti Asl- prosegue Sartorio -, i quali attestano attualmente una salubrità delle acque del lago discreta sia a Porto Ceresio che a Lavena Ponte Tresa e ottima a Brusimpiano. Non si possono negare, d’altro canto, le immissioni di scarichi abusivi che si verificano periodicamente in certi punti dei Comuni rivieraschi, come alla foce del Vallone a Porto Ceresio. Qui l’ufficio tecnico di competenza ha mandato avanti una denuncia contro ignoti e ora le forze dell’ordine stanno facendo tutte le indagini necessarie per risalire ai responsabili degli inquinamenti». La balneabilità riguarda solo alcune spiagge dei paesi che s’affacciano sul lago e non tutto il perimetro lacuale. «Come per diverse spiagge di Ponte Tresa e Brusimpiano, anche a Porto Ceresio i referti Asl consentirebbero la balneabilità in certe zone – prosegue il presidente -, ovviamente non a ridosso della foce del Vallone, notoriamente problematica. Proprio per questa specifica situazione, il sindaco portoceresino Jenny Santi non l’ha cautelativamente emessa». Nei prossimi anni, comunque, le acque del lago potranno beneficiare di importanti interventi per un ulteriore risanamento. «Potremo alla fine tornare a parlare di un lago globalmente balneabile – sostiene Sartorio -, grazie alla collaborazione di tutti gli enti competenti, autenticamente coalizzati a favore della salute del nostro prezioso specchio d’acqua. In prima linea ci sono i Comuni di Porto Ceresio e Lavena Ponte Tresa». Del resto la salute delle acque lacustri era stata presa in seria considerazione già nel 2014, quando la Provincia di Varese, la Comunità Montana e l’Ambito territoriale ottimale (Ato) avevano cominciato a studiare la problematica in tutte le sue declinazioni. «Questi enti assemblarono un progetto generale di risanamento della situazione fognaria dei tre Comuni maggiormente coinvolti – spiega infine l’amministratore – e un’analisi della situazione dei collettori e del depuratore di valle di Cuasso al Monte. Questo fu l’embrione di un percorso che ha subìto una battuta d’arresto significativa per via dello svuotamento di poteri delle Province con la Legge Delrio. Dal 2016, però, il progetto di risanamento è ripartito in maniera significativa anche con la partecipazione di Alfa». Sabrina Narezzi