«Accordo politico per fare il frantoio»

La Prealpina - 06/04/2017

Gli svizzeri ci provano di nuovo, scegliendo la strada dell’accordo politico. Il frantoio di inerti da 500mila metri cubi l’anno di materiale di scarto dell’edilizia (elvetica) da triturare, a loro serve. E proprio per questo non vogliono saperne di rinunciarvi, anche se sorge a due passi dal confine di Gaggiolo e praticamente incombe sulle case dei cittadini italiani. Se realizzato, aumenterebbe l’inquinamento di polveri e mezzi pesanti, in una zona che è già fortemente penalizzata dal passaggio continuo di auto dei frontalieri.

La notizia è di poche ore fa: in municipio a Cantello è arrivato il documento, inviato dall’ufficio cantonale elvetico, che chiede un “accordo politico” all’Italia, anzi, al comune del Varesotto, per arrivare a realizzare l’impianto.

«La situazione si era arenata alla terza tappa della creazione della discarica sul confine – riepiloga Valerio Ostinelli, il segretario di Vivere Gaggiolo, l’associazione che da sempre è al fianco del Comune di Cantello nel trattare questa e altre questioni che vedono spesso contrapposti gli interessi di parte italiana rispetto a quelli degli svizzeri – Noi (Comune e associazione, ndr) avevamo vinto sul punto del frantoio, determinando lo stop al progetto. Dal Puc (il piano urbanistico) presentato dall’onorevole Claudio Zali, il direttore del dipartimento del territorio, al tribunale cantonale, era stato quindi stralciato quanto riguardava l’impianto di inerti sul confine che, secondo le intenzioni elvetiche, deve servire a recuperare il materiale edile di risulta. Avevamo fatto opposizione costituendoci in giudizio tramite un legale elvetico». Gli amministratori si erano basati sul fatto che anche il Canton Ticino aveva firmato in Norvegia la convenzione di Espoo sulla valutazione di impatto ambientale in un contesto transfrontaliero, nel 1991, entrata in vigore in Svizzera il 10 settembre 1997. «Il punto è che la terza tappa della discarica di inerti alla Svizzera serve: oltre tutto, dandola in appalto avrebbe un ritorno economico evidente – puntualizza Ostinelli –

Ora la Confederazione avanza una richiesta al Comune di Cantello di un “accordo politico”: ma che cosa significa questo? Non ci lascia per niente tranquilli, anche perché ora come allora solleviamo le stesse questioni: non è forse vero che anche il Mendrisiotto soffoca per il traffico veicolare? Un impianto del genere sarebbe la mazzata finale, in un’area già penalizzata». E che in Comune la richiesta sia giunta poche ore fa, lo conferma il vicesindaco, Clementino Rivolta, che dal primo momento ha seguito insieme con il primo cittadino, Gunnar Vincenzi, la vicenda. «Il documento è arrivato martedì: abbiamo trenta giorni di tempo per fare osservazioni e controproposte».