«Accertamenti al Molina non soltanto sui prestiti»

- 30/01/2017

I toni sul “caso Molina” restano infuocati. L’ennesimo botta e risposta su questa vicenda – legata al prestito obbligazionario di 450mila euro concesso dalla Fondazione di viale Borri a una società controllata dall’emittente televisiva Rete 55 – è stato innescato da un comunicato diffuso da Carmine Pallino, da due mesi commissario straordinario dell’istituto varesino. Il commercialista milanese ribadisce che l’ex presidente del Cda Christian Campiotti ha presentato un ricorso al Tar «ritenendo ciò conforme a suo diritto», per poi precisare che «essendo l’azione rivolta anche contro la Fondazione Paolo e Tito Molina onlus, questa interverrà nelle sedi competenti anche con riferimento a quello che i legali di controparte nel ricorso definiscono “gestione virtuosa della presidenza Campiotti”».

Non è tutto. La nota firmata da Pallino prosegue affermando che il commissario straordinario continua a «lavorare per le attività da svolgere nell’ambito delle quali si stanno rilevando dei fatti ritenuti degni di ulteriore e serio approfondimento e che saranno resi noti nei tempi e nei modi previsti alle autorità preposte», chiudendo poi con questa frase: «Posso anticipare che i rilievi mossi non riguardano solo la ben nota vicenda di taluni prestiti obbligazionari (benché finora si sia sempre parlato di un solo prestito, ndr)».

Parole che hanno suscitato la dura replica dell’avvocato Pietro Romano, legale di Campiotti, il quale già giovedì aveva espresso critiche in merito all’audizione di Pallino in Commissione regionale Sanità, attesa per mercoledì prossimo. «Qual è l’urgenza? – ha ribadito ieri Romano – Non vorrei mai che il commissario straordinario fosse stato convocato in così breve tempo per non rischiare di incappare nella sospensiva del Tar, dal momento che l’udienza è fissata per il 15 febbraio. Pallino comunque, il quale tra l’altro ammette che gli accertamenti sono ancora in corso e quindi mi dà ragione, avrebbe dovuto respingere una convocazione così intempestiva, dal momento che è al lavoro da appena due mesi, a fronte di un mandato semestrale». L’avvocato Romano, scorrendo la nota diramata dall’istituto di viale Borri, rimarca poi che ill ricorso al Tar presentato dall’ex presidente è stato notificato anche al Molina «solo per ragioni di opportunità pratica, e basta leggere le conclusioni del documento per capirlo: non c’è alcuna domanda contro la Fondazione».

L’affondo del legale si fa ancora più duro: «Diffido Pallino dal mettere in piazza altri fatti che non hanno il minimo crisma di veridicità. Dire che “i rilievi non riguardano solo la vicenda del prestito obbligazionario” equivale a una vera e propria diffamazione a mezzo stampa con calunnia ai danni di Campiotti, così si lede la sua onorabilità. Lo invito quindi a rettificare le sue dichiarazioni. O si dicono quali sono queste accuse, oppure la cultura del sospetto deve finire: questo gioco non può più andare avanti».