Accam rimandata a settembre

La Prealpina - 20/07/2017

Rimandato a settembre. Ieri, a Palazzo Gilardoni, il consiglio d’amministrazione di Accam si è riunito per approvare il bilancio d’esercizio 2016 e procedere con la nomina sindacale. In realtà, l’assemblea è servita a fare conoscenza e affilare i coltelli, anche in vista di nuove alleanze che potrebbero scrivere una diversa storia. Almeno, questa è la speranza per nulla velata di una parte dell’assemblea, la più pesante in termini percentuali. Quello di ieri ha segnato infatti l’esordio di Gianbattista Fratus, neo eletto sindaco di Legnano, nel cda della società che gestisce l’impianto di incenerimento di Borsano.

Nuovo era anche Filippo Gesualdi di Ferno, ma è inevitabile che le attenzioni fossero concentrate sul legnanese, dal quale dipende un pacchetto azionario che può condizionare gli scenari futuri. Già prima dell’assemblea, il colore dello schieramento politico che sostiene Fratus ha fatto percepire al sindaco di casa Emanuele Antonelli un’aria nuova rispetto a quella che si respirava con il precedente di centrosinistra Alberto Centinaio, sconfitto alle urne lo scorso giugno. Proprio la posizione di Centinaio fu determinante a favorire l’istanza inizialmente avanzata da una serie di piccoli comuni per la chiusura a data 2021, già prorogata rispetto all’iniziale ipotesi di chiudere entro quest’anno, così da impedire dissesto finanziario e fallimento della società.

Tuttavia, dall’insediamento avvenuto una quindicina di giorni fa, il tempo a disposizione del nuovo sindaco di Legnano per entrare con la testa nella questione del bilancio, per non parlare del futuro di Accam, era esiguo e per questo, prima che fosse lui stesso a chiederlo, è stato il sindaco di Gallarate Andrea Cassani a proporre alla presidente Laura Bordonaro di mettere ai voti il rinvio: «Già il bilancio 2015 è stato approvato lo scorso marzo, non andiamo più in là», ha raccomandato Bordonaro. A scanso di equivoci, il vice sindaco di San Vittore Olona Marco Zerboni ha quindi chiesto di mettere a verbale che la discussione riguardasse il bilancio e non il piano industriale, così da tenere ferma la cessazione delle attività al 2021: «Non era mia intenzione mettere in dubbio il piano industriale», ha precisato Fratus. «Non tua, ma di altri sì», ha ribattuto Zerboni, provocando una complice alzata di mano di Antonelli, evidentemente tirato in causa. Con coerenza, neppure ieri il sindaco di Busto ha fatto mistero di augurarsi «una modifica migliorativa del piano industriale che proroghi ulteriormente la chiusura dell’inceneritore anche di trenta o quarant’anni, perché no? Questo impianto è una risorsa e non inquina come dicono. Le stesse nuove tecnologie di cui si è parlato recentemente non so quanto siano più ecologiche o eco-sostenibili di quanto già non sia il nostro inceneritore», avrebbe poi dichiarato tra il serio e il faceto al termine dell’assemblea. Tanta convinzione da parte di Antonelli non ha però trovato la sponda di Fratus, maggiormente propenso a non sbilanciarsi, ma pure consapevole di dovere indagare, al di là del bilancio, la reale convenienza di Legnano alla luce dell’impianto di trattamento della forsu, o frazione umida, ereditato dalla precedente amministrazione, per la quale sono già stati assegnati gli appalti: «Dobbiamo capire quale sarà la migliore integrazione tra Accam e il nostro futuro impianto», ha puntualizzato all’uscita.

A lato della discussione centrale, infine, si è registrata una polemica tra i sindaci Cassani e Raffaele Cucchi di Parabiago in merito a una presunta mancanza di trasparenza da parte del consiglio di controllo analogo presieduto dal gallaratese. Morale: rimandato tutto in prima convocazione il 28 agosto e in seconda alle ore 17.30 di mercoledì 20 settembre.