«Abbiamo buttato un milione»

Ci hanno creduto fino in fondo e contro tutte le critiche dei colleghi, convinti che l’idea potesse essere utile a reperire nuove risorse per il turismo: e ora i dirigenti locali di Confesercenti devono accettare la sconfitta. Nel capoluogo non sarà introdotta la tassa di soggiorno, quel balzello aggiuntivo al costo delle camere per i pernottamenti in hotel che molte città applicano.

Dopo il no definitivo confermato con amarezza dal Comune, per la contrarietà “del 99%” delle associazioni di categoria, il gruppo di viale Milano chiude il cerchio. La proposta era stata recepita dal sindaco che a sua volta ha voluto aprire il dibattito confrontandosi con gli albergatori e gli altri commercianti, dai quali però è arrivato un no senza se e senza ma. E quindi il progetto non andrà in porto, nonostante Palazzo Estense avesse fatto diversi segnali di apertura.

«Dispiace proprio questo – chiosa Rosita De Fino, direttore territoriale di Confesercenti -. Siamo sorpresi che non si sia voluta raccogliere questa disponibilità del Comune a ridurre la Tari, la tassa rifiuti, e ad affiancare gli operatori nella gestione delle pratiche. Nessuna amministrazione ha mai offerto tanto in cambio, ma l’appello è caduto nel vuoto, per il timore di costi aggiuntivi per gli albergatori. Parliamo in realtà di un’imposta non messa a bilancio, prevista come eventualità dal Governo e che i Comuni possono o meno applicare anche in autonomia: la pagherebbero i turisti, non i titolari. Non siamo stati capiti, dispiace, anche perché avremo potuto gestire la novità nel migliore dei modi con la collaborazione delle istituzioni anche nella riscossione».

Ma le categorie del turismo non ci sentono: troppo odiosa l’idea di un’altra tassa in un momento di crisi, con la prospettiva di una disparità di appeal fra capoluogo e paesi limitrofi. Si è chiesto piuttosto di reperire risorse dalla lotta contro gli abusivi, fenomeno pare piuttosto diffuso anche alle nostre latitudini, in particolare nei “finti” b&b.

«Sacrosanti i controlli, ma sarebbe un processo lungo con fondi non certi e richiederebbe un grande sforzo di polizia locale – risponde De Fino -. E poi sappiamo che le risorse in arrivo dalle sanzioni difficilmente possono essere girate al turismo. La realtà è che ci siamo fatti scappare di nuovo una possibilità che non tornerà presto. Non ci saranno risorse quantificate nelle ipotesi dai 500mila al milione di euro: fondi rilevanti, che sarebbero serviti per aiutare il turismo e portare grandi eventi che ora sono in forse. Perché la coperta è corta per tutti. Noi siamo dispiaciuti e preoccupati perché non ci sembra questo lo spirito giusto per investire a vantaggio del territorio».

Una posizione portata avanti in solitudine rispetto al resto del mondo associativo: «Ne siamo consapevoli ma l’abbiamo studiata bene e nei dettagli, quando per molti era un argomento tabù – ribatte il direttore -. Sapevamo di essere soli, di trovarci davanti a un muro, in particolare degli albergatori, ma confidavamo che almeno si volesse ragionare su questa opportunità, soprattutto, ripeto, davanti alle aperture del Comune che ci avrebbe supportato in ogni aspetto. Lo sconto sulla Tari e l’aiuto nella riscossione non erano cose da poco, ma non sono state sufficienti. Siamo stati sconfitti e dobbiamo accettarlo: ormai la proposta è archiviata e non saremo noi a riportare a galla polemiche infinite. Anzi per noi finisce qui, ma eravamo convinti. Siamo pronti fin da ora ad andare avanti ragionando sullo sviluppo di Varese con nuove proposte. Restiamo positivi e ottimisti nonostante questo risultato».

Insomma, si volta pagina: anche se la tassa di soggiorno non albergherà nella Città Giardino.