«Abbattiamo insiemel’asse Linate-Roma»

La Prealpina - 09/02/2017

L’obiettivo del rinato Comitato Malpensa, il braccio politico scelto dall’amministrazione Cassani per entrare a gamba tesa sul tema del trasporto aereo, è «abbattere l’asse Linate – Roma». A dirlo è Giuseppe De Bernardi Martignoni. Sarà lui a rappresentare Fratelli d’Italia al tavolo. «Attraverso questo organismo la politica gallaratese dovrà dimostrare di essere valido interlocutore per influenzare le strategie trasportistiche a livello regionale e nazionale». Perché è vero, secondo il consigliere di maggioranza, che i dati di traffico di Malpensa sono in ripresa ormai da diciannove mesi consecutivi (nella foto Blitz i passeggeri al terminal 1), «ma l’aeroporto è molto lontano dai presupposti per cui era nato nel 1998».

Due sono i dati che evidenzia. «Il primo è il numero dei movimenti: siamo passati da 850 al giorno alla metà circa. E poi dobbiamo guardare a Linate: Malpensa 2000 era nata per chiuderlo o comunque ridimensionarlo fortemente. E invece i passeggeri lì continuano ad aumentare». Seguendo il ragionamento di De Bernardi Martignoni, la recente ripresa di Malpensa non nasconde una crisi molto più profonda dello scalo varesino che nasce da lontano e che ancora non si è risolta. Perché è soprattutto una crisi di identità e di vocazione. «Quando era una cattedrale nel deserto aveva molti più passeggeri di oggi che è servita da nuove strade e ferrovie. E’ lampante che il Terminal 1 sia sottoutilizzato. L’asse Milano-Roma, da cui Malpensa è tagliata fuori, dimostra che manca l’interesse a livello nazionale di rilanciare questo aeroporto basandosi sui presupposti per cui vent’anni fa era stato costruito. Gallarate, che è la prima vera città più vicina all’aeroporto, deve far sentire la propria voce perché risente di una crisi economica, a partire dal settore immobiliare, generata proprio dalle grosse aspettative mancate».

Il neonato Comitato Malpensa, sottolinea l’esponente della destra gallaratese, può essere un valido strumento. «A patto che non sia soltanto un tavolo di interlocuzione o peggio ancora una commissione di facciata che non serve a niente. In tal caso non ci rimarrò seduto a lungo».