A Volandia l’estate più bella con le mani infilate negli aerei

La Prealpina - 27/07/2017

Mentre hanno le mani sporche di grasso e il viso bagnato dal sudore, probabilmente i loro coetanei sono in riva al mare a godersi le lunghe vacanze estive. Ma nonostante ciò non vorrebbero essere altrove. Perché stanno facendo un’esperienza irripetibile: stanno acquisendo competenze uniche attinenti a quello che vorrebbero fare da grandi, in quanto a quell’età non c’è nulla di più appagante che sentirsi parte di un qualcosa che ora appartiene anche a loro. Sono circa 200 i ragazzi che fino a settembre trascorreranno parte dell’estate a Volandia grazie al percorso di alternanza scuola-lavoro previsto dall’ultima riforma e rivolto agli studenti del triennio delle superiori con lo scopo di far conoscere le risorse culturali ed economiche del territorio attraverso le sue eccellenze e acquisendo competenze spendibili nel mondo del lavoro.

Sono quattro gli istituti coinvolti: l’Isis Ponti e il Vinci di Gallarate, il Maxwell di Milano e il Baracca di Novara. Chi si iscrive in una di queste scuole sogna inevitabilmente un domani lavorativo nel mondo aeronautico. A Volandia quel sogno diventa realtà ancora prima del diploma. È compito loro, infatti, riverniciare, smontare, aggiustare e pulire i pezzi della collezione esposta al Parco e museo del volo, oltre naturalmente a dare un supporto prezioso nella gestione della struttura, nelle visite guidate, nell’utilizzo dei simulatori.

È la parte tecnica, però, quella che prediligono. Sono ragazzi ai quali piace sporcarsi le mani, coadiuvati dai volontari esperti di Volandia, ex lavoratori (oggi in pensione) delle grandi industrie aeronautiche del territorio, come Caproni, Agusta e Siai Marchetti. Nell’officina dedicata al ricondizionamento (questo il termine esatto) dei velivoli si viene così a creare anche un proficuo e sincero rapporto intergenerazionale tra i vecchi che insegnano il mestieri e i giovani che eseguono con timore reverenziale e tanta voglia di imparare.

«A Volandia trovano un ambiente valido sotto tanti punti di vista, è una delle realtà che meglio esprime lo spirito per cui è stato istituito il progetto di alternanza scuola-lavoro», spiega Pierluigi Galli, responsabile delle attività didattiche al museo. A coordinare i ragazzi lo aiutano Delia Durione al vertice del settore culturale e lo staff tecnico composto da Luca Magnaghi, Iljic Cesca e Daniele Dalla Costa.

La ricostruzione in scala reale dell’S.55 X (l’idrobombardiere che solcò l’Oceano Atlantico nella memorabile trasvolata di Italo Balbo) o il restauro del Mig 15 e del Siai 205 sono soltanto alcuni dei progetti a cui stanno lavorando. Partecipano inoltre al recupero dell’immensa collezione Ogliari che comprende automobili, carrozze e treni, alcuni davvero malconci. Il loro lavoro non soltanto è utile, ma spesso anche indispensabile. Il ripristino del Dc9 Pertini, per esempio, non sarebbe stato possibile senza l’intervento dei ragazzi dell’Its di Case Nuove a supporto dei volontari. È stato un lavoro complesso, in cui le energie dei primi hanno compensato i mal di schiena cronici dei secondi, gli unici però in grado di sapere dove andassero messe le mani.