A Trenord 160 assunzioni tra macchinisti e capitreno

I pendolari promettono proteste che coinvolgano Regione Lombardia, rea di non vigilare sui guai dei trasporti; i sindacati continuano a denunciare la mancanza di personale. Trenord, attaccata da due fronti, si difende annunciando novità nel piano assunzioni in questa primavera e presentando le prospettive dei prossimi anni.

Già nel 2017 la società ha avviato un piano che ha portato a dare lavoro a 155 tra macchinisti e capitreno, ora si continua. «In aprile – chiarisce Trenord entreranno in servizio sui nostri treni 17 nuovi macchinisti. Altri 19 hanno iniziato in questi giorni l’ultima fase del percorso di formazione e nelle prossime settimane inizieranno la conduzione. Nel 2018 saranno complessivamente ottanta i nuovi macchinisti nell’organico».

Ottanta nuovi capitreno termineranno la formazione entro giugno ed entro l’estate saranno pronti a salire a bordo di uno dei circa 2400 convogli che ogni giorno prestano servizio in Lombardia.

«A novembre – precisa ulteriormente la società – si sono svolti concorsi per la selezione di 240 nuovi profili: vi hanno partecipato 18mila candidati. Le aule di formazione sono state avviate a partire da gennaio. I percorsi di selezione proseguiranno anche nel 2018 e porteranno in media a 150 nuove assunzioni all’anno per i prossimi anni». Dal 2015 a oggi, sono state assunte 303 persone, in prevalenza nuovo personale viaggiante.

Tutto questo, ai pendolari, non sembra bastare. Loro da mesi attribuiscono la colpa delle troppe cancellazioni (274 tra totali e parziali soltanto nel mese di marzo) alla carenza di personale. «Non bastano i macchinisti e quelli che sono in servizio non possono condurre un treno per troppe ore, ne va della sicurezza dei passeggeri – dicono i comitati – Così finisce che si cancellano all’improvviso dei convogli, non avendo persone disponibili per guidarli senza aggiungere troppe ore ai normali turni di lavoro. E tutto questo genera profondo disagio in chi rientra da ufficio o università e fatica a mantenere gli impegni familiari perché non sa mai a che ora finisce per arrivare a casa».

I pendolari hanno creato un sito (www.trenipendolari.it) che segnala in tempo reale i treni in ritardo e le cancellazioni. Pare che sia molto utile a chi viaggia quotidianamente, ma Trenord fa notare che già la sua App indica queste informazioni. Insomma, secondo chi gestisce i trasporti non era necessario un servizio aggiuntivo, ma i volontari che hanno scelto di farsi paladini dei diritti di tutti coloro che si spostano verso Milano o altre località per gli impegni quotidiani preferiscono fidarsi del frutto della loro organizzazione. Le contestazioni, intanto, oltre che su Trenord, si concentrano su Regione Lombardia. L’assessore Claudia Terzi ha appena assunto una difficile delega: il predecessore Alessando Sorte si è trovato più volte alle prese con pendolari inferociti. La prossima settimana, mercoledì 11, ci sarà un’iniziativa di protesta. Ormai i gruppi di viaggiatori sono nati su ogni tratta che conduce alla metropoli: il coordinamento funziona e vuole dare un segnale forte.